Mercoledì 1 febbraio 2023, ore 1:10

Roma 

Draghi-Scholz: piano d’azione per un nuovo asse in Europa 

Un'Europa più forte, attenta alla coesione sociale e leader nella transizione ecologica e digitale. Pongono l'accento su questa visione comune, Mario Draghi e Olaf Scholz. A Palazzo Chigi, nel primo bilaterale dopo l'insediamento del nuovo cancelliere tedesco, avviano quello che il premier italiano definisce "l'inizio di un percorso" per una relazione più salda tra Italia e Germania. Si parte da un "piano d'azione" comune e consultazioni più serrate tra i due governi, spiega Scholz. Il nodo resta la riforma del patto di stabilità europeo: il tedesco resta prudente, rinvia all'uso della "flessibilità" che già c'è. Ma sulle regole degli aiuti di stato per le spese in transizione ecologica c'è apertura: "Le posizioni si avvicineranno", è ottimista Draghi.

E anche sui migranti la delegazione italiana registra passi avanti: spunta, secondo fonti diplomatiche, un'idea tedesca di concedere la possibilità ai richiedenti asilo di spostarsi dal paese di prima accoglienza dopo un anno, alleggerendo così chi, come l'Italia, è spesso luogo di approdo dei migranti. C'è il Covid in cima alle preoccupazioni dei due presidenti, con l'incalzare di Omicron. E, in un ribaltamento di ruoli rispetto al passato, è l'Italia il "modello" da seguire. Lo dice Scholz, a più riprese: "Tanto di cappello". Berlino ha copiato a Roma, racconta il cancelliere, il Cts e anche la scelta di mettere un generale alla guida dell'emergenza, per evitare proposte contraddittorie. Ma, dopo la controversa scelta italiana di disporre tamponi per i viaggiatori europei anche se vaccinati, ribadisce la necessità di un approccio unico in Europa. Scholz sceglie Roma, dopo Parigi e Varsavia, per il suo debutto sulla scena internazionale. Con Draghi si ferma a parlare, tete a tete, per oltre mezz'ora, prima del colloquio bilaterale allargato alle delegazioni. "L'Italia deve essere felice di avere al vertice un uomo così competente", afferma Scholz in conferenza stampa.

Dopo la firma del Trattato del Quirinale con la Francia, sull'asse Roma-Berlino ora si avvia un percorso: presto per dire, afferma il presidente del Consiglio, se porterà "alla firma di un trattato, un memorandum, un protocollo d'intesa". Intenzione comune è lavorare con Parigi, nell'imminente semestre di presidenza francese dell'Ue, su temi come quello della difesa comune - Draghi e Scholz concordano sulla necessità di superare la regola delle decisioni all'unanimità - e sul terreno delle risposte alla crisi. Il patto di stabilità? "Non sono competente", sorride Draghi, schivando una domanda rivolta in primo luogo a Scholz sull'ipotesi di scorporare dal patto investimenti come quelli ambientali e permettere ai singoli stati di negoziare il piano di rientro dal debito.

È una domanda complicata per il cancelliere, che nella sua maggioranza vede i liberali su posizioni più rigide. E infatti Scholz, dopo aver sottolineato l'estrema competenza di Draghi, afferma che l'impegno Ue per il Recovery fund dimostra che la flessibilità c'è già: sull'opportunità di usarla, agendo anche su investimenti privati, "sono concordi i tre partiti che formano il nuovo governo tedesco". Questo non impedisce al premier italiano di dirsi "ottimista" sulla possibilità di cambiare le regole di bilancio, a partire dalle "regole degli aiuti di Stato", per consentire ai Paesi di raggiungere gli obiettivi di transizione ecologica e investire nell'ambiente, nel settore della lotta al cambiamento climatico, nel settore della transizione digitale ma anche nella difesa.

Rodolfo Ricci

( 21 dicembre 2021 )

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