Venerdì 7 ottobre 2022, ore 11:56

Guerra 

L’Ue prepara il tetto al petrolio russo con l’incognita Orban 

Con la nuova escalation alla guerra impressa da Vladimir Putin l'Ue ricomincia da dove aveva finito: avanzare sanzioni contro Mosca. Le nuove misure, annunciate da Ursula von der Leyen e Josep Borrell a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu, questa volta potrebbero prevedere il tetto al prezzo del petrolio. Bruxelles vuole tornare a colpire con nettezza le casse del Cremlino e, sul 'price cap' al greggio, può contare sull'intesa sancita dai Paesi G7 nei mesi scorsi e sul pressing di Joe Biden. A Bruxelles la discussione sta per entrare nel vivo. Con un'incognita su tutti, il sì di Viktor Orban. Il tetto al prezzo del petrolio potrebbe colpire l'intero import di oro nero ma è destinato ad avere effetti a lungo termine soprattutto su quello in arrivo attraverso oleodotto. Sul greggio trasportato via mare, infatti, lo scorso maggio l'Ue aveva già trovato un'intesa per un embargo che scatterà il 31 dicembre. In quell'occasione i leader europei si erano scontrati con le resistenze di Budapest, ma anche di Praga e Sofia. Resistenze poi superate concedendo una serie di deroghe. Si era deciso, infatti, che per un determinato periodo (sedici mesi per la Repubblica Ceca, e fino al 2024 per la Bulgaria, per fare due esempi) dall'embargo sarebbe stato escluso il petrolio trasportato dall'oleodotto Druzhba che fornisce i Paesi del versante orientale e la Germania.

Sulla deroga concessa all'Ungheria, tuttavia, non erano state individuate scadenze. Ora Bruxelles potrebbe ritrovarsi con il medesimo problema: il veto di Budapest, che già si è detta contraria a qualsiasi altra sanzione di tipo energetico. Anzi, parlando ad una riunione del suo partito, Fidesz, Orban ha sottolineato la necessità di revocarle tutte entro la fine dell'anno. Le misure, ha tuonato, "sono state imposte dall'Ue, trasformando un conflitto locale in una guerra economica mondiale". Fidesz non ha tardato a muoversi avanzando la proposta di una consultazione nazionale in Ungheria sulle sanzioni. Un eventuale sfilamento di Budapest potrebbe decretare una frattura difficilmente sanabile con Bruxelles, con cui i rapporti sono già al minimo sulla questione dello Stato di diritto. In questo weekend la Commissione convocherà i primi incontri sul nuovo pacchetto. L'Ue vuole fare in fretta e, allo stesso tempo, assicurarsi il massimo coordinamento con gli Alleati.

E anche su un altro 'cap' la Commissione potrebbe accelerare, inserendo il principio del tetto al prezzo del gas in un documento che sta preparando per mercoledì. Un tetto sul quale Bruxelles potrebbe scegliere la strada della flessibilità, ovvero a seconda del fornitore e del tipo di contratto. "Voglio dirlo chiaramente, le sanzioni sono lì per restare", ha comunque sottolineato von der Leyen nel giorno in cui una bozza del piano triennale di Gazprom ha certificato gli effetti della guerra sul gas russo, prevedendo un taglio all'export del 40% nel 2023-25. Il doppio binario dei 'caps', a Bruxelles, nei prossimi giorni potrebbe incrociarsi con un nuovo dossier, quello dei russi in fuga dalla mobilitazione. Con lo stop al rilascio dei visti Schengen il loro ingresso in Europa diventa più complesso, a meno che non si utilizzi la strada della richiesta d'asilo. Ma i Baltici sono per la linea dura. "Non si tratta di obiettori di coscienza, molti di loro erano d'accordo con l'uccisione degli ucraini e sono un notevole rischio per la sicurezza", ha avvertito la Lettonia. La Germania invece si è detta pronta ad accogliere i disertori.

E l'Ue ha preso tempo, spiegando che le richieste d'asilo saranno vagliate caso per caso. In questo contesto la Bce tira dritto verso nuovi rialzi dei tassi d'interesse nonostante una stagnazione già in corso che rischia di farsi recessione. "Ci attendono mesi difficili", ha avvertito il commissario Ue all'economia Paolo Gentiloni. Ma anche la Bank of England e la Banca nazionale svizzera danno un'altra stretta, correndo ai ripari di fronte alla volata del dollaro nel clima di incertezza acuta per l'escalation nella guerra di Putin. Non manca, nel ragionamento dell’economista tedesca Isabel Schnabel - unica donna nel Comitato esecutivo della banca centrale - lo sguardo alle vicende interne europee a partire dal voto in Italia. "Non commentiamo mai gli sviluppi politici nei singoli Paesi", ha detto interpellata da T-online sull'ipotesi Meloni. Ma c'è un caveat ed è che per la Bce il debito record dell'Italia, quale che sia la maggioranza che uscirà dal voto, andrà affrontato con gli investimenti e le riforme scritti nel Pnrr: "Vanno perseguiti con coerenza e implementati integralmente".

Una sorta di monito a seguire il solco tracciato dal Governo Draghi da parte dell'istituzione che più di tutte garantisce la tenuta del debito italiano, anche se ora la Bce è alle prese con problemi più ampi. Li riassume bene la caduta dell'euro ai minimi di vent'anni sul dollaro, in quello che rischia di essere solo un assaggio dell'ottovolante delle banche centrali cui si assisterà nei prossimi mesi.

Rodolfo Ricci

( 23 settembre 2022 )

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