Lunedì 30 marzo 2026, ore 20:56

Europa 

L’Ue risponde a incentivi Usa con aiuti di Stato agevolati per il green 

Più sicura, più verde, più libera. Il titolo della presidenza svedese che guiderà l' Ue da qui alla fine di giugno dà un primo indizio su una delle primissime sfide che l'Europa si appresta ad affrontare: quella di un Vecchio Continente che torni competitivo sul mercato globale. È una sfida complessa, articolata e fiaccata sin dalle prime battute dalle difficoltà che già si intravedono nel raggiungimento di un accordo tra i 27. Eppure, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, si è già mostrata determinata nel mettere sul tavolo una svolta che prende spunto dalla risposta europea alla legge sull'inflazione americana e che ha un primo obiettivo di breve periodo: rendere il regime degli aiuti di Stato più agevole per le imprese green.

L'Inflaction Reduction Act (Ira) targato Joe Biden ha messo l'Europa di fronte ad una fosca prospettiva: vedersi sbarrata una parte del mercato americano con una legge che prevede incentivi 'green' innanzitutto per le imprese d'Oltreoceano. La reazione di Bruxelles è stata veemente, una task force ad hoc è stata messa in campo da Ue e Usa per trovare una soluzione. Lo scorso 29 dicembre le nuove linee guida previste dall'Ira sono state considerate da Bruxelles un passo avanti, ma resta il rischio che i produttori europei di veicoli puliti siano discriminati sul mercato statunitense. È da questo nodo che è partita la Commissione per la sua strategia. Due le tappe principali previste: un nuovo regime di aiuti di Stato nelle prossime settimane e un Fondo di Sovranità europea che von der Leyen proporrà in estate. La presidenza svedese ha inserito tra le sue 4 priorità proprio quella della competitività.

"La forza, la resilienza e la posizione globale dell'Europa dipendono dalla nostra produzione economica, che è strettamente legata al mercato unico e alle opportunità commerciali globali", si legge nel cronoprogramma di Stoccolma. E la prima visita del premier svedese Ulf Kristersson nel semestre 'di sua competenza'à, lo scorso 3 gennaio, è stata in Francia, tra i Paesi in prima fila per una spinta ad una sovranità economica europea. "Abbiamo bisogno di una strategia made in Europe per dare la nostra risposta al cambiamento del mondo e alla politica volontaristica degli Stati Uniti, che è del tutto legittima", ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron. Evocando uno dei tanti aspetti legati alla sfida della competitività dell' Ue: cercare di riequilibrare i rapporti economici con la Cina. La strategia di più sussidi all'industria europea non è benvoluta da tutti.

Il rischio - al quale fanno attenzione Paesi come l'Italia - è che si vada ad avvantaggiare quei Paesi con maggiore spazio fiscale, Germania su tutti. Von der Leyen, assieme ai commissari competenti Margrethe Vestager e Thierry Breton, saranno chiamati muoversi da equilibristi. Diversamente il fondo di Sovranità europea potrebbe garantire ai 27 quel 'level playing field' che non tutte le capitali vogliono. Di certo la risposta europea agli Usa sarà calibrata sul Green Deal, parallelamente alla ricerca di una sempre maggiore autonomia energetica.

Rodolfo Ricci

( 9 gennaio 2023 )

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