Domenica 19 maggio 2024, ore 4:13

Usa 

La Fed torna a rialzare i tassi per frenare l’inflazione 

La Fed alza i tassi di interesse per la prima volta dal 2018 in quello che è solo il primo passo di una serie di ritocchi al rialzo del costo del denaro nel 2022. Con l'aumento di un quarto di punto, che porta i tassi in forchetta fra lo 0,25% e lo 0,50%, la Fed volta pagina rispetto alla crisi della pandemia che ha messo le ali all'inflazione con le strozzature alle catene di approvvigionamento. Descrivendo la ripresa americana come "molto robusta" e i prezzi al consumo "elevati ben sopra l'obiettivo del 2%", il presidente della Fed Jerome Powell ha messo in guardia sull'impatto della guerra in Ucraina. "L'invasione da parte della Russia sta causando enormi difficoltà dal punto di vista umano ed economico. Le implicazioni per l'economia americana sono molto incerte, ma nel breve termine l'invasione potrebbe creare ulteriori pressioni al rialzo sull'inflazione e pesare sull'attività economica", ha affermato Powell aprendo alla possibilità che i prezzi possano salire ulteriormente.

La Fed prevede per quest'anno un'inflazione al 4,3% a fronte di un Pil in crescita del 2,8% e un tasso di disoccupazione al 3,5%. "Ci aspettiamo che i prezzi restino alti fino alla metà del 2022 per poi iniziare a rallentare nella seconda metà dell'anno", ha messo in evidenza Powell precisando che a fronte della corsa dell'inflazione la Fed potrebbe decidere, se appropriato, di "muoversi più velocemente". Per ora la banca centrale stima sette rialzi dei tassi quest'anno, incluso quello appena annunciato. Il che vuol dire che ritoccherà il costo del denaro a ogni riunione. La previsione è di aumenti da un quarto di punto a ogni occasione ma Powell, aprendo a un'azione più rapida, non esclude la possibilità di ritocchi anche più consistenti di mezzo punto percentuali. "La Fed è molto consapevole della necessità di tornare alla stabilità dei prezzi ed è determinata a usare tutti gli strumenti per farlo. Senza stabilità dei prezzi non possiamo avere la massima occupazione", ha aggiunto osservando che la Fed deciderà di riunione in riunione come è appropriato procedere. Pur dando per scontata la stretta da un quarto di punto, molti osservatori avevano ipotizzato una banca centrale cauta nel guardare ai prossimi mesi alla luce della guerra in Ucraina e del possibile effetto indiretto delle sanzioni.

Le parole di Powell invece mostrano una Fed decisa a procedere in base alla tabella di marcia precedentemente delineata per combattere un'inflazione che continua a salire. "Prenderemo le misure necessarie affinché non si radichi nell'economia", ha assicurato Powell convinto che l'economia è forte e farà probabilmente bene con una politica monetaria meno accomodante, nella quale è incluso anche l'avvio del processo di riduzione del bilancio schizzato a 9.000 miliardi di dollari con il Covid.

Tutt’altra situazione invece per la Russia che non riesce a pagare agli investitori esteri le cedole sui bond che erano dovute ieri: parte ufficialmente il conto alla rovescia per quello che rischia di diventare un enorme default sul debito che metterebbe in ginocchio il Paese con ramificazioni globali. Il ministero delle Finanze russo ha dichiarato di aver emesso l'ordine di pagamento dei 117 milioni di dollari dovuti agli obbligazionisti dei due eurobond, da effettuare obbligatoriamente in dollari. Ma ha anche riconosciuto che quei soldi "potrebbero non raggiungere gli obbligazionisti". E in effetti, alcuni degli investitori finora non hanno ricevuto le somme dovute. Tecnicamente, è però previsto un 'periodo di grazia' di 30 giorni che dà tempo fino al 15 aprile per scongiurare la dichiarazione ufficiale di default. Significherebbe l'insolvenza, farebbe scattare i contratti di assicurazione dal rischio-Paese, una raffica di rimborsi immediati impossibili per Mosca, che diventerebbe un paria del sistema finanziario come l'Argentina. Un ulteriore terremoto per un'economia già colpita dalle sanzioni occidentali, ma anche, potenzialmente, per l'economia mondiale.

Rodolfo Ricci

( 17 marzo 2022 )

Magazine

Via Po Cultura

SOLO PER GLI ABBONATI

Copertina dedicata al saggio “Dio, la scienza, le prove. L’alba di una rivoluzione”, scritto da due studiosi, Michel-Yves Bolloré e Olivier Bonassies

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

La scomparsa di Alice Munro

Lo sguardo sulla provincia

Premio Nobel per la letteratura nel 2013 e subito dopo precipitata nell’avverarsi dell’incubo peggiore di chi scrive: la demenza senile

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Intervista

Le sfaccettature dello smart working

A colloquio con Francesco Maria Spanò, saggista ed esperto di tematiche di organizzazione e gestione delle risorse umane

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

FOTO GALLERY

© 2001 - 2024 Conquiste del Lavoro - Tutti i diritti riservati - Via Po, 22 - 00198 Roma - C.F. 05558260583 - P.IVA 01413871003

E-mail: conquiste@cqdl.it - E-mail PEC: conquistedellavorosrl@postecert.it