Sabato 2 luglio 2022, ore 9:55

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Macron & partner gettano un’ombra sul futuro dell’Ue 

C'è sempre un'elezione, un governo da formare, un voto di sfiducia, ma le istituzioni comunitarie continuano a funzionare: è la forza dei nostri trattati e delle nostre procedure democratiche". La Commissione Ue sceglie la strada della serafica compostezza nel commentare, in via ufficiale, lo tsunami populista emerso alle legislative francesi. Ma a taccuini chiusi, nei corridoi delle istituzioni europee si respira un'aria sensibilmente diversa. Il governo di minoranza di Emmanuel Macron potrebbe gettare un'ombra sull'azione unitaria dell'Ue nei prossimi mesi azzoppando uno dei pochi leader europeisti su cui Bruxelles puntava per affrontare le emergenze della guerra in Ucraina. A Palazzo Berlaymont, nei prossimi mesi, c'è il rischio di soffrire di solitudine.

Perché se da un lato c'è un Macron che non potrà governare da solo dall'altro c'è un Olaf Scholz che, per ora, fornisce più dubbi che rassicurazioni. L'era del determinismo merkeliano appare lontanissima e, per dirla come una fonte europea, "a dispetto di quanto accadeva nella Grosse Koalition ciò che dice Scholz non è detto che sia condiviso dall'intero esecutivo". E le titubanze di Berlino sui dossier energetici e sugli aiuti militari all'Ucraina non fanno che corroborare questa tesi. Guardando più a Sud ecco l'Italia di Mario Draghi. Sull'ex presidente della Bce a Bruxelles tutti sono pronti a mettere la mano sul fuoco ma il problema è 'per quanto?'.

L'elezioni della primavera del 2023 sono alquanto vicine e i falchi del Nord, non a caso, stanno già lanciando i primi avvertimenti sui conti italiani. A completare il quadro c'è anche la Spagna di Pedro Sanchez, dove la vittoria in Andalusia del Partido Popular e di Juanma Moreno non rafforza certo il governo iberico. In questo quadro è costretta a muoversi un'Europa chiamata a scelte cruciali, dal dossier energetico alla revisione della governance economica. E, soprattutto, chiamata a non abbassare la bandiera dell'unità di fronte al nemico russo. Il sentiero rischia di farsi più stretto. Sul dossier degli aiuti militari all'Ucraina, ad esempio, la battaglia interna al M5S e alla maggioranza non è passata inosservata a Bruxelles, dove da tempo si guarda con attenzione ai blitz della propaganda russa in Italia. Il portavoce del ministro degli Esteri Luigi Di Maio - al centro dello scontro con Giuseppe Conte - non a caso ha parlato di attacchi che "indeboliscono il governo proprio nel corso del Consiglio Affari Esteri". Per l'Ue, tuttavia, c'è un dato politico con cui fare i conti ed è legato al successo della formula macroniana. "Non sottovalutiamo gli effetti della guerra o dell'inflazione, le persone sono preoccupate", ha spiegato Georgina Wright dell'Istitut Montaigne. Intanto la Commissione aspetta e vede quali saranno le decisioni sul nuovo esecutivo. E prova esorcizzare ogni timore: "Per la Commissione tutti i Paesi sono importanti, su tanti dossier c'è la regola dell'unanimità", ha ricordato il portavoce Eric Mamer.

Rodolfo Ricci

( 21 giugno 2022 )

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