Lunedì 23 ottobre 2017, ore 4:12

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Global

Olio di palma, una campagna sindacale contro la Pepsi

di Manlio Masucci

Sindacati globali in campo contro lo sfruttamento dei lavoratori nelle piantagioni di palma. A finire sul banco degli imputati è la multinazionale americana PepsiCo che utilizzerebbe nei propri prodotti olio di palma proveniente da piantagioni dove i lavoratori e le loro famiglie sarebbero soggetti a sistematici abusi. E' questa l'accusa del sindacato statunitense International Brotherhood of Teamsters e della International Union of Food Workers (Iuf) che hanno congiuntamente lanciato una campagna contro la condotta della Indofood, uno dei maggiori partner indonesiani della Pepsi e prima compagnia di cibo processato e bevande in Indonesia. Secondo i risultati delle investigazioni, i lavoratori non vengono solo sfruttati e pagati al di sotto del minimo legale ma operano in condizioni estremamente rischiose per la loro salute a causa dell'utilizzo estensivo di pesticidi e fertilizzanti chimici nelle piantagioni. La solidarietà dei lavoratori americani nei confronti di quelli indonesiani si è espressa attraverso una mobilitazione: 20 mila impiegati Pepsi negli Stati Uniti, membri Teamsters, hanno posto la loro firma su una lettera inviata all'ad della multinazionale americana, Indra Nooyi. Secondo le ultime stime pubblicate dalla Rainforest Action Network e dall'International Labour Rights Forum, sarebbero circa 3,5 milioni i lavoratori impiegati nelle piantagioni del sud est asiatico. I casi di sfruttamento riguardano, in molti casi, anche le famiglie dei lavoratori, compresi i minori, mentre le misure di salute e sicurezza sarebbero scarsamente implementate, in particolare contro i rischi derivanti dall'applicazione dei pericolosi agro-tossici. A seguito di una verifica delle accuse da parte dell'Asi, società di auditing della Rspo, le organizzazioni non governative e sindacali hanno aperto un reclamo chiedendo il ritiro della certificazione di sostenibilità detenuto dalla Indofood. Un caso che non interessa solo la Pepsi ma anche altre multinazionali del calibro di Nestle, Unilever, Procter & Gamble e finanziatori come Hsbc, Bnp Paribas, Deutsche Bank e Citibank, tutti in affari con la Indofood.

(Articolo completo domani su Conquiste Tabloid)

( 11 ottobre 2017 )

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