Giovedì 29 febbraio 2024, ore 12:10

Bruxelles 

Patto di stabilità: si cerca l’intesa al fotofinish tra le istituzioni Ue 

Il tempo sta per scadere. Si cerca un accordo nella trattativa tra istituzioni Ue sulla riforma del Patto di stabilità: domani il 'trilogo', il negoziato tra i rappresentanti di Consiglio, Parlamento e Commissione Ue, tornerà a riunirsi in un incontro che si preannuncia ad oltranza, come da prassi quando si spera e crede in un'intesa. Tra l'altro oggi è la data limite indicata dalla presidenza belga di turno dell'Ue per raggiungere un'intesa nei 'triloghi' aperti in modo da vedere i nuovi testi legislativi approvati dal Parlamento prima delle elezioni. Dopo le rigidità emerse nelle riunioni al 'trilogo' nei giorni scorsi, da quanto filtra da fonti a conoscenza del negoziato, negli incontri di ieri si sono visti i primi spiragli sull'impatto sociale delle nuove regole, aspetto particolarmente importante per l'Eurocamera.

L'idea sarebbe di chiedere agli Stati membri di tener conto della 'convergenza sociale' evitando misure economiche che possano colpire i più deboli. Il negoziato al 'trilogo' si è quindi aggiornato e si sono svolte riunioni di carattere tecnico, con un importante avanzamento del lavoro di redazione dei testi. Da quanto trapela, i negoziatori del Consiglio domani dovrebbero, su chiara richiesta della presidente della Commissione Econ, Irene Tinagli, dare un'idea su quali potrebbero essere le concessioni sugli investimenti pubblici - l'altro tema particolarmente cruciale per l'Eurocamera - perché le carte non vengano scoperte solo all'ultimo momento al 'trilogo'.

Più in generale il comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) dei 27 dovrebbe fare un punto sul negoziato e sul mandato alla presidenza belga del Consiglio Ue. Con un mandato molto rigido dato al Consiglio sulla riforma del Patto di stabilità dagli Stati membri ci sono poche attese che l'Eurocamera riesca a modificare la tempistica per la riduzione del debito nei piani di spesa a 4-7 anni: la posizione negoziale del Pe è allineata a quella della proposta della Commissione che fissa il calo del debito pubblico in una proiezione a 10 anni. In pratica per Pe ed esecutivo comunitario il calo andrebbe fatto a 14-17 anni. Il mandato deciso dai 27 è invece appunto di un calo da subito e nell'arco dei 4-7 anni. La posizione del Consiglio ha introdotto poi salvaguardie sul deficit ulteriori rispetto al limite del disavanzo del 3% sul Pil già previsto dai trattati Ue, introducendo un nuovo obiettivo all'1,5%.

Sul deficit l'Eurocamera avrebbe però tracciato una linea rossa: la salvaguardia sul deficit passerà solo con la concessione di più spazio per gli investimenti pubblici con un focus in particolare dove ci siano dei particolari gap di investimento e sulle aree legate alle priorità europee, ovvero transizione climatica, transizione digitale, difesa e investimenti sociali. Ma il tempo è ormai agli sgoccioli.

Rodolfo Ricci

( 8 febbraio 2024 )

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