Lunedì 24 settembre 2018, ore 2:32

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Psa annuncia il taglio di 2.300 posti, con gli strumenti della nuova Loi Travail

di Pierpaolo Arzilla

Carlos Tavares, Chairman of the Managing Board of Groupe PSA.

E’ il 2018 anche in Francia. Anzi, soprattutto in Francia, dove l’entrata del nuovo codice del lavoro voluto da Emmanuel Macron sta già creando malumori. Ed esuberi. Tanti esuberi. Il gruppo PSA (Peugeot, Citroen, DS, Vauxhall e Opel), per esempio, non se l’è fatto ripetere due volte, e ha sfruttato subito alla lettera le direttive del nuovo codice. Pochi giorni fa, l’azienda ha annunciato la soppressione di 2300 posti, di cui 1300 con la formula Rcc, cioè della rottura convenzionale collettiva. Il provvedimento esiste dal 2008, ed è stato istituito con la presidenza Sarkozy, ma era limitato al singolo lavoratore. Il nuovo codice del lavoro l’ha estesa a più lavoratori e dà la possibilità all’impresa di sbarazzarsi centinaia di dipendenti senza additare una motivazione economica, ma solo dopo un accordo con i sindacati, anzi con quei sindacati che rappresentino più del 50 per cento dei lavoratori. Quali sono i vantaggi della Rcc? Per le imprese, soprattutto per le imprese, gli esperti rilevano miglioramenti giuridicamente superiori rispetto al piano di salvaguardia del lavoro (Pse). La Rcc è più difficile da contestare e non ha gli stessi obblighi di formazione e riqualificazione dei lavoratori imposti dal Pse. Essa può essere per il lavoratore finanziariamente più vantaggiosa ma dà meno protezioni, non fosse altro perché lo privano del Csp o contrat de sécurisation professionnelle, che permette un tutoraggio più intensivo per chi cerca lavoro ed è stato vittima di un licenziamento economico, perché gli assicura almeno per 1 anno un’indennità migliore rispetto a quella di base. Per evitare che la Rcc venga rappresentata come il cavallo di Troia che permetta alle aziende di avviare un piano sociale mascherato, la nuova Loi Travail prevede, come si accennava, il consenso dei sindacati che rappresentano oltre il 50 per cento dei lavoratori, ma anche il via libera del ministero del lavoro. Garanzie che però agli stessi sindacati non sembrano sufficienti, e per questo parlano di sistema fuorviato.

Articolo completo di Pierpaolo Arzilla domani su Conquiste tabloid

( 10 gennaio 2018 )

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