Mercoledì 1 febbraio 2023, ore 0:46

Guerra 

Ue: tetto al prezzo del gas efficace se adottato da tutti 

Il tetto massimo al prezzo del gas importato e distribuito sarebbe una misura efficace contro il caro energia soltanto se fosse adottato da tutti i Paesi europei: questa la posizione dell'Ue ribadita davanti all'ipotesi di deroghe nazionali. Per Bruxelles, il punto di riferimento a cui guardare è la comunicazione sull'energia presentata dalla Commissione europea lo scorso 23 marzo. L'opzione del 'price cap' "per essere efficace, dovrebbe essere attuata in tutti gli Stati membri", si legge nel documento. Da ormai due settimane gli esperti e i funzionari dell'esecutivo comunitario sono impegnati ad analizzare la richiesta di deroga avanzata da Spagna e Portogallo in funzione delle caratteristiche peculiari del loro mercato energetico. Al vertice europeo di fine marzo i due Paesi iberici erano riusciti a strappare, dopo un lungo braccio di ferro, un primo via libera da parte degli altri governi. Ma con la clausola che sarebbe stata la Commissione a dire l'ultima parola dopo aver esaminato attentamente il caso. A frenare i tecnici Ue dal dare luce verde all’eccezione iberica, a quanto si è appreso, è in particolare il rischio che questo meccanismo crei distorsioni sul mercato unico. La commissaria europea per l'Energia, Kadri Simson, ha detto di essere impegnata a trovare "insieme" a Madrid "le soluzioni migliori" per aiutare i consumatori.

La Commissione, in base al mandato ricevuto dai leader europei, deve presentare una proposta per un'iniziativa da prendere a livello europeo entro la fine del mese, quando sarà ultimato il rapporto tecnico Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia (Acer). Poi c’è un’altra questione: l'Ue sta lavorando ad un embargo sul petrolio dalla Russia, dopo aver esitato a lungo per l'opposizione della Germania e il rischio di un aumento vertiginoso dei prezzi dell'energia in Europa. Lo riferiscono fonti europee al New York Times a Bruxelles. Secondo le fonti si tratterà di un "bando graduale", un approccio simile a quello adottato per il divieto sul carbone russo che prevede un periodo di transizione di quattro mesi. Il divieto non sarà discusso tra i 27 solo dopo l'elezione del presidente in Francia, il 24 aprile, per evitare che un'impennata dei prezzi dell'energia favorisca la candidata populista Marine Le Pen.

Peraltro, il decreto firmato il 31 marzo scorso dal presidente russo Valdimir Putin porterà a una violazione delle sanzioni adottate dall'Ue nei confronti di Mosca perchè cambierà il quadro legale dei contratti di fornitura di gas. I russi considereranno effettivamente effettuati i pagamenti solo una volta che saranno convertiti da euro o dollari in rubli. Questa resta l'opinione preliminare dei servizi giuridici della Commissione Ue presentata agli ambasciatori dei Paesi membri. Secondo l'analisi condotta dagli esperti di Bruxelles, il provvedimento emesso dal presidente russo riesce a modificare almeno in parte le procedure di pagamento dei contratti in essere tra Gazprom e le società acquirenti europee. Queste ultime, saranno obbligate ad aprire due conti speciali - uno in valuta e uno in rubli - presso la Gazprombank e a far transitare tutti i loro pagamenti attraverso questo istituto di credito. La procedura escogitata da Mosca, in base all'esame preliminare effettuato dalla Commissione europea, renderà di fatto impossibile alle aziende importatrici del gas russo di avere il controllo sul buon fine dei pagamenti introducendo inoltre costi addizionali imprevedibili che dipenderanno dalle condizioni che la Banca centrale russa applicherà al tasso di cambio tra l'euro e il rublo.

Poi c’è da registrare la reazione alle sanzioni da parte di Mosca: la Russia vincerà anche la guerra dell'energia, non solo quella combattuta con missili e bombe in Ucraina. Vladimir Putin ne è certo. Perché l'Europa, è la sua scommessa, "non può sostituire il gas russo", almeno per il momento. La sfida dello zar è presa sul serio dal suo avversario, Volodymyr Zelensky, che con insolita durezza nei confronti dei partner Ue ha accusato direttamente Germania e Ungheria di guidare l'opposizione all'embargo totale. Al nodo energia Putin ha dedicato una riunione specifica del suo governo, per fare il punto sulle conseguenze delle sanzioni occidentali. "I tentativi di estrometterci, per sostituire le nostre risorse energetiche con forniture alternative, influenzeranno inevitabilmente l'intera economia mondiale", è l'accusa, ma il destinatario principale del suo messaggio è l'Ue, che resta il mercato di riferimento per l'export di idrocarburi.

Rodolfo Ricci

( 15 aprile 2022 )

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