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Manovra

Si stempera la polemica tra Ue e Governo italiano

Prosegue il duello tra Governo Italiano e Unione europea sui vincoli di bilancio in vista del varo della manovra. Ma almeno si passa dalla scimitarra al fioretto. I vertici di Commissione e Parlamento europeo rilanciano infatti l’invito rivolto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Governo (di tenere bassi i toni e mantenere il dialogo aperto con l’Ue) con messaggi di distensione verso Palazzo Chigi. ”Non si ottengono risultati positivi per l’Italia alzando la voce”, fa sapere il presidente dell’europarlamento Antonio Tajani. Ma, aggiunge, ”devono essere abbassati i toni anche dalla Commissione europea”.

”La situazione è molto fragile e non diventa più facile” se c’è uno scontro con il governo italiano, avverte il vicepresidente della Commissione Ue alla crescita Jyrki Katainen.

”Stiamo aspettando la manovra per la prossima settimana, poi la valuteremo con le regole comuni”, dice il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici. Ma, aggiunge, ”non è interesse o volontà della Commissione un conflitto con l’Italia”.

La manovra però, secondo Tajani, ”non è convincente” e il Governo, ribadisce, deve ”confrontarsi e discutere”. Che è esattamente ciò che chiedono da tempo i sindacati. Anche se, nota la leader della Cisl Annamaria Furlan, ad oggi ”il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non ha ancora ritenuto di doversi confrontare con le parti sociali”; sbagliando profondamente perchè, spiega, ”attraverso il dialogo si può costruire una legge di bilancio che serva di più al paese”. Perciò, dice Furlan, ”unitariamente stiamo costruendo una proposta da portare al governo che discuteremo nei posti di lavoro”. Per la segretaria generale della Cisl ”bisogna rilanciare sulla crescita e dimostrare ai mercati e all’Europa che il paese può crescere”: servono ”più investimenti in infrastrutture, conoscenza, innovazione e ricerca, cioè nelle vere leve di crescita”. Quanto alle pensioni, conclude Furlan, ”quota 100 è una buona base di confronto” ma restano aperte due questioni fondamentali: ”quella delle donne che - soprattutto al Sud, ma non solo - possono arrivare a 38 anni di contributi e il tema dei giovani”.

Articolo completo domani su Conquiste Tabloid

( 11 ottobre 2018 )

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