Sabato 26 maggio 2018, ore 12:03

Quotidiano di informazione socio‑economica

Primo Maggio

di Alberto Campaioli

Oltre 6mila persone hanno sfilato per le vie del centro di Prato per ribadire che “la sicurezza è il cuore del lavoro”, con il corteo organizzato da Cgil, Cisl e Uil che hanno dedicato proprio alla salute e sicurezza sul lavoro il 1° Maggio 2018.

La città toscana è stata scelta quale importante e simbolica realtà industriale dove il tema sicurezza è assai sentito. Un problema con il quale Prato fa i conti da decenni, da quando pullulava di manifatture tessili, grandi e piccole, in cui gli incidenti erano frequenti e per cui è stata ingaggiata una lunga per promuovere in tutti la cultura della sicurezza.

Su questa realtà si è innestata negli ultimi 20 anni la nuova emergenza legata ai laboratori cinesi, moltiplicatisi in modo esponenziale (quella di Prato è una delle più numerose comunità del Celeste Impero in Europa) e spesso incontrollato, con condizioni di vita e di lavoro al limite della schiavitù, come tragicamente evidenziato dai roghi della Teresa Moda (7 morti nel dicembre 2013) e della Tignamica (2 morti a luglio scorso).

La mattinata dei tre leader sindacali si è aperta alle 8 al cimitero monumentale di Marcognano, a Torano, frazione di Carrara, dove è stata deposta una corona di fiori al monumento ai caduti sul lavoro, in ricordo della tragedia avvenuta alla cava marmifera di Bettogli, il 19 luglio del 1911, in cui persero la vita 10 lavoratori.

Al corteo di Prato hanno preso parte anche i segretari toscani di Cgil, Cisl e Uil, Dalida Angelini, Riccardo Cerza e Annalisa Nocentini, oltre a rappresentanti delle istituzioni locali ed esponenti politici.

"Non c'è comunità senza lavoro degno" ha detto dal palco di piazza Duomo il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, che ha definito “doveroso alzare i toni sul tema della sicurezza sul lavoro: i numeri dei sinistri, anche mortali, dopo anni tornano preoccupantemente a crescere.”

Hanno preso poi la parola Marlena Stesic, delegata Cgil nel settore delle pulizie, Erasmo Briganò, delegato Uil alla Direzione provinciale del lavoro, Lorenzo Sichei, delegato Filca, il sindacato costruzioni della Cisl.

“Oggi siamo allo stesso livello di mortalità del 1911 e questo vuol dire che non stiamo facendo nulla” ha scandito il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. “Si mette al primo posto il profitto”, ha sottolineato e invece bisogna investire di più sulla sicurezza sul lavoro e anche “aumentare le sanzioni.”

“Ci sono troppi morti per il lavoro, troppi lutti nelle famiglie – ha detto la segretaria Cisl Annamaria Furlan - . È un bollettino di guerra che nessuno può più accettare.” Ci vogliono “più investimenti per la sicurezza, più prevenzione e più controlli” e il tema della salute e sicurezza sul lavoro deve essere “assolutamente una priorità” per il nuovo governo. “La politica – ha continuato Furlan, ricordando l’appello del Presidente Mattarella – pensi a fare gli interessi del Paese. Mettete da parte le divisioni, le liti, l’illusione di voler fare sempre da soli. Mettete da parte il populismo e rispettata le promesse che avete fatto in campagna elettorale.”

Per la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, “bisogna investire di più sulla sicurezza sul lavoro. La somma dei mancati investimenti e della precarietà - ha spiegato - ha determinato disattenzione alle norme di sicurezza. La precarietà è la prima ragione dell’allarme rosso sulla salute e sicurezza. Ancora troppi insistono a dire che sono dei costi e devono essere tagliati.”

Guarda su Labor Tv il comizio integrale di Annamaria Furlan

( 1 maggio 2018 )

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