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Almaviva, nulla da fare al Mise, nuovo round tra 15 giorni

Niente da fare al ministero dello Sviluppo economico al Tavolo dedicato ai trasferimenti da Palermo a Rende dei dipendenti Almaviva applicati alla ormai ex commessa Enel. La subentrante Exprivia avrebbe detto di essere disposta a raddoppiare la somma proposta nell'ultimo incontro, arrivando quindi a 80 euro una tantum a operatore, ma non e' intenzionata a riconoscere le tutele relative all'articolo 18. Proposta respinta dai sindacati, in base all'esito delle assemblee dei lavoratori di lunedì e martedì scorsi che si sono espresse a difesa delle tutele contrattuali, dei livelli professionali e degli scatti di anzianità maturati e che la società pugliese vorrebbe pesantemente limare. Così, in questa fase di pericoloso stallo, i trasferimenti dei 397 dipendenti che erano stati sospesi in vista del negoziato, diventano sempre piu' concreti. Di certo Almaviva Contact ha ripetuto chiaramente di non potere fare un passo indietro rispetto a questa decisione. E crescono i dubbi sulla solidita' della societa' di Molfetta dove sessanta lavoratori storici sarebbero a rischio.

Riguardo alla crisi del settore dei call center "il governo ha confermato gli aiuti attraverso il primo veicolo legislativo disponibile, non sappiamo se sarà la legge di bilancio o prima, si è parlato di 30 milioni di euro". Così Giorgio Serao, segretario nazionale della Fistel-Cisl, sottolineando che questa cifra "è un dato che dobbiamo verificare con le possibilità del governo che comunque ha preso un impegno nella direzione giusta". Nelle prossime ore, ha continuato Serao, "terremo una segreteria unitaria e definiremo una data per un’iniziativa nazionale di sciopero dei lavoratori di Almaviva, abbiamo la necessità di coinvolgere anche gli altri territori non impattati nella procedura, per difendere l?azienda nella sua interezza". Intanto, non è stata fissata una data per il prossimo incontro azienda-sindacati "ma c'è l’impegno del governo a convocarci in tempi rapidi", ha concluso il segretario Fistel-Cisl.

"Avevamo chiesto al governo nazionale di pressare - dichiarano Francesco Assisi segretario Fistel Cisl Palermo Trapani e Eliana Puma Rsu Fistel, affinché si trovi una soluzione diversa che preservi le tutele acquisite dai lavoratori come l'anzianità di servizio, gli scatti di anzianità e le tutele del jobs act, e inoltre per la revoca definitiva dei trasferimenti".

"Non si tratta solo di intervenire sull'emergenza che riguarda il trasferimento dei 154 lavoratori palermitani - conclude Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani - ma di tutelare il futuro di un settore che a Palermo occupa ben circa 6 mila lavoratori a Palermo, garantendo le giuste regole di un mercato che non può, come fatto finora, premiare aziende che ottengono le commesse al massimo ribasso delocalizzando il lavoro e facendo pagare tutto ai propri dipendenti. Le istituzioni nazionali agiscano in questa settimana in cui i trasferimenti sono stati sospesi, non si può più rinviare il varo della riforma del settore". La Fistel Cisl riferisce che Exprivia sarebbe disponibile ad assumere ex novo con il Jobs Act 297 lavoratori su 395 impiegati nella commessa Enel, inquadrandoli al terzo livello.

Il Governo "deve fare tutti gli sforzi possibili per salvaguardare l’occupazione nei call center ed in particolare in Almaviva". Lo sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan secondo cui "bisogna intervenire per legge e con le giuste sanzioni per bloccare questo sistema irresponsabile delle gare al massimo ribasso, attraverso il quale le aziende delocalizzano all’estero le attività dei call center, disdicendo i contratti nel nostro paese". Furlan sottolinea che "la protesta dei lavoratori del call center di Almaviva è pienamente giustificata e noi siamo al loro fianco in questa difficile vertenza". Il sindacato, prosegue, "ha già messo in campo tutte le disponibilità possibili per contenere la crisi in questo settore. Ma serve un grande senso di responsabilità di tutti perchè oggi è in gioco il destino di migliaia di lavoratori e di famiglie che rischiano di rimanere senza lavoro e senza i necessari sussidi se non si troverà una soluzione a questa vertenza. Per questo facciamo appello al ministro dello Sviluppo Calenda e alla viceministra Bellanova, che segue la vertenza in prima persona, perchè si possa fermare il meccanismo perverso delle gare al massimo ribasso, soprattutto per le gare pubbliche, trovando anche una soluzione per i necessari ammortizzatori sociali per evitare di alzare ancora di più il livello di scontro e di disagio sociale in questo settore".

"Se non risolve la questione entro breve, nel giro di qualche mese ci saranno 70-80mila posti a rischio" nel settore dei call center, tra coloro che chiamano i clienti e coloro che vengono contattati con problemi "anche di ordine pubblico". E' l'allarme di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom, sigle ascoltate in un incontro informale dalla commissione Lavoro del Senato in merito alla vertenza Almaviva. Secondo Giorgio Serao (Fistel), Pierpaolo Mischi (Uilcom) e Riccardo Saccone (Slc-Cgil), che si appellano a governo e Parlamento, tre sono i punti chiave da affrontare: intervenire con norme che siano di contrasto alle delocalizzazioni e applicando le sanzioni che sono già previste, agire contro le gare al massimo ribasso rispettando i minimi contrattuali e prevedere ammortizzatori sociali stabili e non in deroga per tutto il settore".

"Le condizioni proposte da Exprivia, il nuovo committente di Enel, sono inaccettabili, non è questo lo spirito delle clausole sociali. Non si può chiedere al lavoratore di dimezzarsi l'orario e di perdere tutte le tutele fra le quali l'anzianità di servizio". Intervengono così Francesco Assisi, segretario Fistel Cisl, e Eliana Puma, Rsu Fistel,a  commentare l'esito del tavolo di ieri al Mise e nel giorno della protesta dei lavoratori, che esasperati, hanno occupato stamani la sede di via Marcellini a Palermo. "Exprivia - aggiungono - a fronte degli stessi volumi di Almaviva, dichiara un fabbisogno di risorse dimezzato. Quest'azienda ha parametri di efficientamento non sostenibili, non si possono accettare contratti da 4 ore. Chiediamo le vere tutele per i lavoratori e soprattutto il blocco dei trasferimenti previsti dal 24". Il 20 ottobre ci sarà un nuovo tavolo sulla vicenda al Mise. "Come si può pensare che lavoratori con stipendi già ridotti possano accettare ulteriori perdite economiche e di tutele, al di fuori di ogni clausola sociale - sottolinea Daniela De Luca, segretario Cisl Palermo Trapani -. Ci aspettiamo di più dalle istituzioni, nazionali e regionali perchè così si sta colpendo seriamente un settore produttivo strategico per Palermo e non solo. Mentre si annunciano cambiamenti sulla delocalizzazione e sul massimo ribasso, vanno avanti le irregolarità nel settore, il 20 ottobre si tenga presente che alla base di tutto deve esserci la tutela del lavoro a Palermo".

 

( 27 ottobre 2016 )

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