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Trasporti

Ex Irisbus, scongiurata liquidazione

Scongiurata la messa in liquidazione di Industria italiana autobus, ora per la Fim Cisl la priorità è "definire i nuovi assetti societari per capitalizzare e irrobustire finanziariamente la societa'". "Con la manifestazione dei lavoratori e con la nostra azione siamo riusciti nell'incontro di oggi al ministero dello Sviluppo Economico ad impedire la messa in liquidazione della società - dichiara Ferdinando Uliano segretario nazionale Fim Cisl - evitando il definitivo fallimento del progetto dell'industria di produzione Autobus nel nostro paese, necessario per garantire l'occupazione dei 450 lavoratori tra Avellino e Bologna. Ora in 30 giorni si devono definire i nuovi assetti societari per capitalizzare e irrobustire finanziariamente la società. "La soluzione individuata - precisa Nicola Alberta della Fim Cisl nazionale - prevede che Invitalia favorirà le linee di credito per garantire il pagamento degli stipendi arretrati -30% di luglio e tutto il mese di agosto, i contributi e le utenze. Una seconda linea di credito verrà attivata per garantire stipendi e utenze fino a fine novembre. Verrà avviata immediatamente - precisa Nicola Alberta - una due diligence per permettere l'ingresso nella compagine sociale della stessa Invitalia insieme ad un investitore privato, per garantire investimenti e continuità produttiva. L'azienda è impegnata nei prossimi 30 giorni a svolgere tutte le verifiche necessarie insieme a Invitalia". Per la Fim "questo rappresenta un primo importante risultato raggiunto grazie al lavoro fatto in questi giorni con il MiSE e alla determinazione e volontà dei lavoratori, un risultato che finalmente dopo mesi di discussione mette un punto fermo". Nei prossimi giorni tutti "devono assumere responsabilità a partire da azienda e Ministero, Invitalia e Leonardo, per consentire il rilancio dell'azienda italiana di autobus, abbiamo ancora un mese di tempo, per dare un assetto societario in grado di garantire per il futuro un polo per la mobilità collettiva e sostenibile nelle nostre città dando una risposta di occupazione e reddito agli oltre 450 lavoratori di Bologna e Flumeri", conclude la Fim Cisl.

 

( 11 settembre 2018 )

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