Venerdì 24 aprile 2026, ore 14:46

Eurostat 

Deficit al 3, 1%, Italia fuori dalla procedura Ue solo nel 2027 

Dopo ore di attesa, i dati definitivi sono arrivati: l'Eurostat stima il rapporto deficit-Pil dell'Italia al 3,1% per il 2025. E, con questo valore, superiore al 3%, sembra quindi escludersi una uscita del nostro Paese dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, all'esame dalla Commissione Ue a inizio giugno nell'ambito del Semestre europeo. L'Eurostat vede il debito dell'Italia in salita al 137,1% del Pil nel 2025, rispetto al 134,7% del 2024. Resta il secondo debito rispetto al Pil nella Ue alle spalle della Grecia, che si attesta in calo al 146,1% del Pil (dal 154,2%). Sotto i valori dell'Italia il debito della Francia, in aumento al 115,6 del Pil (dal 112,6%).

Le stime sull'Italia sono state confermate anche dall'Istat. E, secondo quanto trapelato, già ieri pomeriggio era stato lo stesso ministro dell'Economia Giorgetti, in una riunione a Via XX Settembre con vice e sottosegretari, a spiegare che le speranze di abbattere il disavanzo sotto al 3%, e di uscire quindi con un anno di anticipo dalla procedura Ue, si sarebbero infrante.

La procedura, che ad oggi riguarda altri nove Paesi oltre all'Italia, espone a raccomandazioni per il rientro del deficit, oltre al contenimento della spesa, e limita l'accesso ad alcuni fondi comunitari. L'uscita dall'iter consentirebbe, in particolare, di attivare la clausola di salvaguardia che permette di escludere gli investimenti nella Difesa dalla spesa pubblica netta. Per l'Italia si parla di circa 12 miliardi nei prossimi tre anni. In assenza di questa clausola, rispettare gli impegni presi con la Nato diventa più complesso. L'Eurostat ha precisato che, per scendere sotto il 3% del Pil, secondo le regole di arrotondamento, il deficit deve essere inferiore al 2,95%. E Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026.Al termine della riunione, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato come il quadro economico sia segnato da fattori del tutto eccezionali, tali da rendere le stime già oggi suscettibili di revisione.

"Non vediamo circostanze normali ma di tipo totalmente eccezionale, e quindi le previsioni, validate dall’Upb, sono già oggi discutibili e già nelle prossime settimane meritevoli di adeguamenti", ha detto, spiegando che il governo ha corretto la previsione di crescita del Pil per il 2026, portandola dallo 0,7% allo 0,6%. Sul fronte dei conti pubblici, Giorgetti ha sostenuto che senza il peso del superbonus la traiettoria del debito sarebbe stata diversa. "Senza i dati della misura, ha affermato, l’andamento del debito pubblico sarebbe stato discendente”. Il ministro ha inoltre spiegato che nelle nuove previsioni contenute nel Documento sale l’indebitamento netto nel prossimo triennio: il deficit, ha detto, "nel 2026 sale dal 2,8% al 2,9%, nel 2027 dal 2,6% al 2,8%, nel 2028 dal 2,3% al 2,5%”.Giorgetti è poi tornato sul tema della procedura per deficit eccessivo, liquidando le polemiche e sostenendo che il mutato quadro internazionale ha inciso profondamente sulle priorità.

"Tutto questo dibattito rispetto alla procedura di deficit eccessivo mi interessava moltissimo fino al 28 febbraio, dopo mi interessava relativamente di meno", ha affermato. Quindi ha aggiunto una stoccata polemica: "Capisco che in questo Paese ci sono anche dei dirigenti sportivi che esultino per l’eliminazione dai Mondiali di calcio, quindi è evidente che ci siano tanti che esultino perché una decisione di questo tipo dell’arbitro vada contro gli interessi nazionali. Siamo un Paese fatto così, altrove normalmente non avviene".

Rodolfo Ricci
 

( 22 aprile 2026 )

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