Mercoledì 11 febbraio 2026, ore 23:30

Report Istat 

Nel 2025 la produzione industriale cala ancora dello 0,2% 

A consuntivo del 2025, al netto degli effetti di calendario, la produzione industriale flette dello 0,2% rispetto all'anno precedente. Lo indica l'Istat, stimando che a dicembre scorso l'indice destagionalizzato diminuisca dello 0,4% rispetto a novembre e, al contrario, su base annua aumenti del 3,2%. Tra i principali raggruppamenti di industrie, solamente per l'energia si registra un incremento nel complesso del 2025. Nell'ambito della manifattura, le industrie farmaceutiche e alimentari, la fabbricazione di computer e di prodotti di elettronica registrano la maggiore crescita rispetto all'anno precedente, mentre le flessioni più ampie riguardano le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e la fabbricazione di mezzi di trasporto. Nel 2025, tra le attività manifatturiere - indicano i dati Istat - il calo maggiore si registra infatti per le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,5% su base annua), seguito dalla fabbricazione di mezzi di trasporto (-4,7%).

Corrono, invece, la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,8%) e la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+2,6%); segno più anche per le industrie alimentari, bevande e tabacco (+1,6%). Tra i principali raggruppamenti di industrie, solamente l'energia segna un incremento (+1%). Tornando a guardare il solo mese di dicembre 2025, l'indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali nei comparti dell'energia (+1,2%) e dei beni strumentali (+0,5%); variazioni negative registrano, invece, i beni intermedi (-0,4%) e i beni di consumo (-0,9%). Nel confronto annuo, tra i settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi ci sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+23,8%), le altre industrie manifatturiere (+9,3%) e la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+7,4%).

Le flessioni più ampie si rilevano invece nella fabbricazione di prodotti chimici (-3,6%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-3,4%) e nell'industria del legno, della carta e stampa (-2,9%). Altro capitolo; salgono, a dicembre, i tassi bancari sui nuovi mutui. Secondo la Banca d'Italia il tasso annuale effettivo globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni si è collocato al 3,81% (3,72 in novembre). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie, sottolinea l'istituto centrale, sono stati pari al 3,58% (3,52 nel mese precedente), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari al 4,16%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati al 3,29%.

I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,62% (0,63 in novembre). In ogni caso, salgono, a dicembre, i prestiti delle banche al settore privato con un aumento del 2,1 per cento sui dodici mesi (come nel mese precedente). Secondo sempre Bankitalia, i prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,5% (2,3 nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 2% (1,8 in novembre). I depositi del settore privato sono aumentati del 2,3% (2,6 nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è aumentata del 2,1% (2,8 in novembre).

Rodolfo Ricci

( 11 febbraio 2026 )

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