A febbraio l'Inps ha ricevuto 118.822 domande di disoccupazione con una crescita del 3,6% sullo stesso mese del 2025. Nel primo bimestre dell'anno sono arrivate 318.089 domande tra Naspi e Discoll con un avanzamento dello 0,5% sullo stesso periodo del 2025.
A novembre 2025 i beneficiari di Naspi erano 1.298.365 in calo del 3,1% sullo stesso mese del 2024. Nel mese i beneficiari di Discoll (prestazione di disoccupazione per i collaboratori) erano 14.540 con un aumento del 37,4% sullo stesso mese del 2024. Nel complesso i beneficiari di prestazioni di disoccupazione nel mese erano 1.312.905, in calo del 2,78% su novembre 2024.
Il quadro complessivo, sottolinea l'Inps, evidenzia un contenimento delle prestazioni e una minore intensità di utilizzo degli strumenti di sostegno al reddito".
Intanto il Governo sta lavorando al decreto primo maggio che conterrà diverse misure di contrasto al lavoro povero a sostegno delle famiglie. Al centro del decreto dovrebbero esserci giovani e donne: uno dei primi obiettivi del provvedimento è infatti quello di rendere strutturale il bonus per le assunzioni dei giovani under 35. L'agevolazione è già attiva dal 2025 ed è stata rinnovata nel decreto Milleproroghe, ma con un piccolo stanziamento e solamente per 4 mesi, dunque in scadenza a fine aprile: la nuova norma permetterebbe dunque di dare continuità alla misura, volta ad abbattere, nel caso di contratti a tempo indeterminato, i costi dei contributi che le aziende devono versare ai neoassunti.Il provvedimento, ha annunciato il ministero del Lavoro, conterrà le attese misure sul cosiddetto ”salario giusto”.
Il decreto, viene assicurato, darà risposte più celeri e più concrete di quanto si sarebbe potuto fare con la legge di attuazione della delega in materia di contrattazione collettiva. Questi temi saranno ora ricompresi e sviluppati nel provvedimento del primo maggio.
Il governo ha dunque deciso di accogliere l’appello delle parti sociali e di far decadere la delega prevista dallo schema di Dlgs sulla contrattazione che scadeva sabato 18 aprile, che conteneva il contestato riferimento ai contratti “più applicati”, che a detta delle associazioni datoriali e dei sindacati più rappresentativi rischiava di aprire la strada al riconoscimento dei contratti pirata che penalizzano i lavoratori con retribuzioni più basse e meno tutele, introducendo una concorrenza sleale tra le imprese.
Giampiero Guadagni
