Venerdì 31 luglio 2026, ore 22:50

Lavoro 

Occupazione stabile, ma è allarme giovani 

A giugno, su base mensile, il numero degli occupati risulta stabile e si associa alla crescita dei disoccupati e alla diminuzione degli inattivi. Lo comunica l'Istat che sottolinea come rispetto all'anno precedente ci siano 131 mila occupati in più. Il tasso di occupazione è invariato al 62,9%, su base annua aumenta di 0,3 punti. La crescita delle persone in cerca di lavoro (+7,2%, pari a +97mila disoccupati in più) coinvolge gli uomini, le donne e tutte le classi d'età. Il tasso di disoccupazione sale al 5,7% (+0,4 punti), quello giovanile al 18,4% (+1,5 punti). La diminuzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,8%, pari a -103mila unità) riguarda entrambi i sessi e tutte le classi d'età. L’aumento maggiore della disoccupazione riguarda i ragazzi tra i 15 e i 24 anni. Con un balzo di 1,5 punti rispetto al mese precedente, il tasso giovanile raggiunge il 18,4%, un livello pari a più di tre volte il tasso di disoccupazione generale.
Mercoledì l’Istat aveva certificato che dopo dieci trimestri consecutivi di crescita, nel secondo trimestre di quest’anno le retribuzioni contrattuali sono tornate sotto l'inflazione. Tra le cause, la nuova fiammata dei prezzi, esplosa proprio dai primi mesi dell'anno; e i diversi rinnovi ancora da chiudere. L’Istat ha fatto anche sapere che a fine giugno ci sono circa 3,9 milioni di dipendenti in attesa di rinnovo contrattuale.
Ed è proprio il tema dei contratti e dei salari insieme alla rappresentanza, sia sindacale che datoriale, al centro del confronto avviato mercoledì da Cgil Cisl e Uil e 14 associazioni imprenditoriali. La riunione, nella sede di Confindustria, ha portato intorno ad un unico tavolo le diverse sigle, dopo che i sindacati da una parte (il 17 giugno) e le imprese dall'altra (il 10 luglio) hanno già raggiunto un'intesa tra loro. L'obiettivo ora è lavorare insieme e quindi arrivare ad un nuovo accordo quadro interconfederale, da chiudere entro fine settembre.
Con le nuove regole messe nero su bianco si punta a contrastare il dumping e gli accordi pirata, misurando e certificando il peso effettivo delle sigle.
Soddisfatti sia i sindacati sia le imprese per l'avvio del tavolo di confronto, che proseguirà a settembre: già fissato il calendario con sette date (il 10 e 11, il 17 e 18, il 21 e 22 e il 28).
Commenta la segretaria generale della Cisl Fumarola: ”È stato un incontro importante e utile. Al centro abbiamo posto le priorità contenute nell'accordo sottoscritto da Cisl, Cgil e Uil. C'è una comune volontà di riscrivere un accordo quadro sulle relazioni industriali che sappia tenere insieme le esigenze del sistema delle imprese e quelle delle organizzazioni sindacali, con l'obiettivo di modernizzare il modello di relazioni industriali del nostro Paese, rafforzando la buona rappresentanza, valorizzando la contrattazione nazionale e decentrata, diffondendo la partecipazione dei lavoratori, potenziando la formazione e la sicurezza nei luoghi di lavoro”. Temi che costituiscono una road map per ”rilanciare qualità del lavoro, tutele e crescita delle imprese e del Paese. Un cammino con cui vogliamo rispondere nella coesione alle epocali transizioni in atto”. Per Fumarola si tratta di ”un primo passo di un percorso che auspichiamo possa concludersi rapidamente. Le persone chiedono certezze, prospettive, stabilità. Crediamo che, attraverso una reale partecipazione e una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori, sia possibile costruire quelle risposte di cui il Paese ha oggi grande bisogno”.
Per il segretario generale della Cgil Landini ”il confronto non sarà semplice, ma per la prima volta le organizzazioni sindacali e ben 14 associazioni imprenditoriali insieme vogliono arrivare ad un'intesa che sia in grado di rafforzare il ruolo del lavoro e anche della rappresentanza sociale. Vogliamo arrivare ad un nuovo accordo interconfederale prima che partano le trattative del rinnovo dei contratti”.
Il numero uno della Uil Bombardieri definisce l’incontro ”articolato e frizzante”. Perché ”abbiamo cominciato ad entrare nel merito di alcuni problemi e sono emerse alcune diverse impostazioni, ma è bene che sia così e che ci sia una comune volontà di trovare delle soluzioni”.
Il ”padrone di casa”, il vicepresidente di Confindustria Marchesini intanto rimarca come sia ”eccezionale avere allo stesso tavolo i tre maggiori sindacati a e 14 organizzazioni imprenditoriali: è un tavolo che può fare ottime cose, la differenza nella crescita del Paese”. Quanto ai temi, ”sono complessi, ci siamo dati un'agenda molto stretta. Le condizioni legislative e normative ci hanno aiutato: il decreto 1 maggio ci ha dato una cornice e un input ad agire, così come ci ha aiutato il tentativo di razionalizzazione del Cnel dei contratti”.
Anche le altre organizzazioni datoriali sono fiduciose. Da Confcommecio a Confesercenti fino alle conefederazioni artigiane tutti d’accordo, sia pure con accenti diversi, nel dire che l’avvio del confronto rappresenta un passaggio significativo sui temi strategici e che il clima di dialogo costituisce presupposto positivo.
Guarda al confronto con grane interesse la ministra del Lavoro Calderone, per la quale ”il varo del salario giusto e il decreto Primo maggio voluti dal governo Meloni hanno favorito questo ritorno al dialogo”.
Giampiero Guadagni

( 30 luglio 2026 )

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