Mercoledì 20 gennaio 2021, ore 17:09

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Attualità 

Ristori, il nuovo decreto rifinanzierà la Cig 

di Giampiero Guadagni

Accelerare sullo scostamento di bilancio per poter procedere al più presto con il nuovo decreto Ristori. Almeno su questo governo Governo e maggioranza sembrano compatti, con l’obiettivo di nuovi sostegni economici al tessuto produttivo, per far fronte alla necessità di proseguire con le misure restrittive per la pandemia. Il nuovo scostamento, che verrà portato in Consiglio dei ministri, varrà più dei 20 miliardi ipotizzati finora.
Nel nuovo dl arriverà anche il rifinanziamento della cig e ulteriori misure per lavoratori e imprese. La ministra del Lavoro Catalfo assicura: ”La riforma toccherà tre punti fondamentali: universalismo, allargando questi strumenti a tutti i lavoratori con un’attenzione agli autonomi, semplificazione e collegamento con le politiche attive del lavoro”.
La situazione d’altra parte è di vera e propria emergenza, come sottolinea il Cnel che oggi presenterà il Rapporto sul mercato del lavoro. Calo dell’occupazione, aumento della povertà e della dispersione scolastica, crescita delle diseguaglianze: per Viale Lubin l’epidemia da Covid 19 ha peggiorato le condizioni del mercato del lavoro ma la situazione rischia di diventare esplosiva nei prossimi mesi con la fine del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione con causale Covid. Il 2021 secondo il Cnel inizia con più ombre che luci, con il rischio di aumento del sommerso e la crescita delle difficoltà di inserimento nel mercato soprattutto per giovani e donne. ”La crisi conseguente alla pandemia - scrive il Cnel - ha colpito circa 12 milioni di lavoratori tra dipendenti e autonomi, per i quali l’attività lavorativa è stata sospesa o ridotta”. L’impatto della crisi, sottolinea il presidente del Cnel Treu, ”ha alterato in profondità il funzionamento del mercato del lavoro come dell’economia, con impatti diversificati per settori, per territori e per gruppi sociali, allargando divergenze e diseguaglianze storiche. Gli impatti più gravi si sono verificati nei settori ad alta intensità di relazioni personali come il turismo, la ristorazione, le attività di cura e i servizi in genere”. Quando l'emergenza sarà passata, sottolinea Treu, ”ci troveremo con la peggiore combinazione - in Europa e nella nostra storia repubblicana - di alto debito pubblico, bassa natalità, bassa presenza degli under 35 nel sistema produttivo italiano”.
Il tasso di Neet (le persone che non studiano, non lavorano e nons ono in un percorso di formazione) rischia di innalzarsi ulteriormente. La didattica a distanza legata al rischio di contagi, spiega Treu, ”ha esposto ad una forte crescita del rischio di dispersione scolastica. Con la conseguenza di inasprire non solo le diseguaglianze generazionali ma anche quelle sociali”. Le donne con i giovani secondo il Rapporto ”hanno pagato il prezzo più alto della crisi in quanto impegnate a ricoprire ruoli e a svolgere lavori più precari, soprattutto nei servizi”, ma anche perché hanno avuto un maggiore carico di lavoro familiare con le scuole chiuse.
L’allarme del Cnel è condiviso dalla Cisl. Osserva il segretario generale aggiunto Sbarra: ”Il Covid non è stato una livella, non ha aggredito tutti allo stesso modo, ha colpito le fasce più deboli del mercato del lavoro. In questo contesto, il Governo da aprile ha lasciato senza sostegno al reddito decine di migliaia di lavoratori precari, somministra e autonomi”. La Cisl chiede al Governo di raddrizzare subito questa stortura ”estendendo le indennità Covid ai co.co.co. e partite iva iscritte alla gestione separata, collaborazioni occasionali , a tutti gli stagionali somministrati, a braccianti agricoli, colf e badanti”. Secondo Sbarra ”Naspi e Discoll devono essere prorogati a tutto il 2021 e potenziati, con l'eliminazione del decalage. Allo stesso modo bisogna confermare per tutto l’anno la cassa e i bonus Covid, come pure lo stop ai licenziamenti. Occorre poi abbandonare strutturalmente i vincoli del decreto dignità sui contratti a tempo determinato, ammodernare, semplificare e rendere universale la rete degli ammortizzatori ordinari, connettendola ad un sistema di politiche attive solido e integrato e a un piano competenze che metta formazione e riqualificazione in cima alle priorità”. Tutte questioni sulle quali i sindacati sollecitano un confronto in tempi brevi con il governo.

( 11 gennaio 2021 )

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