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Whirlpool, azienda non ci ripensa: stop della produzione dal 1 novembre 

Whirlpool cessa ogni attività produttiva a Napoli dal 1 novembre. L'ultimo tentativo, fatto in extremis dal presidente del Consiglio Conte con Marc Blitzer, amministratore delegato di Whirlpool Corporation, è caduto nel vuoto. All'incontro odierno con i sindacati, il premier ha confermato quello che l'azienda aveva già scritto ai lavoratori: il sito campano non produrrà più lavatrici. La multinazionale non riesce ad offrire continuità industriale - ha spiegato Conte - ricordando che lo Stato aveva dato ogni strumento possibile, incentivi, decontribuzioni, fondi. "Il Governo ha confermato che il tavolo resterà aperto e che si impegnerà al massimo per una positiva risoluzione della vertenza - dichiarano in una nota congiunta la segretaria generale Cisl, Annamaria Furlan ed il segretario generale Fim Cisl, Roberto Benaglia. L’accordo del 25 ottobre 2018, firmato da parti sociali e governo, prevedeva sul sito di Napoli investimenti per il triennio 2019-2021 di circa 17 milioni di euro tra prodotto, processo, ricerca e sviluppo, confermando l’intenzione di Whirlpool di mantenere una presenza di alta qualità a Napoli. L’accordo non è stato rispettato e la scelta dell’azienda resta, ancora oggi, ingiustificata. Questa vicenda - proseguono Furlan e Benaglia - mette in discussione l’affidabilità degli accordi che si firmano in sede ministeriale i quali vanno, pertanto, seguiti e verificati. Il governo e il presidente Conte devono intervenire in tempi brevi per dare un futuro occupazionale ai 350 dipendenti di Napoli e per rassicurare tutti i circa 5mila dipendenti Whirlpool Italia. Mai come in questo momento i lavoratori hanno bisogno di sicurezza. Aver firmato due accordi al ministero dello Sviluppo Economico che prevedevano 750 milioni in investimenti e occupazione a 5mila lavoratori avrebbe dovuto rappresentare di per sé una certezza.
L’azienda spieghi le motivazioni per cui non vuole investire nel sito di Napoli - sollecitano i due leader sindacali. Nell’ultimo trimestre del 2020 il comparto dell’elettrodomestico ha avuto, infatti, risultati eccezionalmente positivi. Tutti stanno recuperando, anche i concorrenti, quindi ci sono i margini per fare ricerca e sviluppo di nuovi prodotti. L’Italia è un paese all’avanguardia e Napoli può diventare un laboratorio di prodotti che si caratterizzano per sostenibilità ambientale e di risparmio di consumo. Il Gruppo può permettersi per i prossimi due o tre anni di investire anche in un sito in perdita come accaduto per Fca a Pomigliano. Napoli ha anche un’importanza sociale da non trascurare. Il tavolo permanente istituito presso il Mise deve dare risposte occupazionali e produttive certe e stabili con la partecipazione di Whirlpool entro i prossimi due mesi. Lo dobbiamo ai 400 dipendenti di Napoli - concludono Furlan e Benaglia - ma anche a tutti i dipendenti del Gruppo”.
"Una scelta scellerata e ingiustificata che il governo, nonostante l'indubbia attenzione che ha dedicato alla vicenda, non è riuscito ad impedire". Tuonano i segretari generali di Cgil Cisl Uil Napoli, Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati. "Quel che è più grave - sostengono - è che, al di là dell'impegno ribadito dal governo a costruire insieme soluzioni, non ci sono ad oggi prospettive concrete che diano senso a quell'impegno". "Cgil Cisl Uil di Napoli - continuano i sindacalisti - ribadiscono il pieno sostegno alla lotta dei lavoratori per esigere il rispetto degli accordi e garantire comunque la continuità produttiva al sito di Napoli, una città che non può permettersi di perdere neanche un posto di lavoro, tanto più in una fase così delicata a livello economico e sociale". Per questo lo sciopero generale di tutte le categorie produttive proclamato per il 5 novembre "sarà l'occasione - concludono Schiavella, Tipaldi e Sgambati - per ribadire che su questa battaglia Napoli non molla"

( 30 ottobre 2020 )

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