Sabato 14 marzo 2026, ore 17:31

Trattative

Settore lapideo in sciopero per il rinnovo del contratto

di Sara Martano

Una grande manifestazione nazionale dei lavoratori del settore lapideo si è svolta oggi a Carrara organizzata dai sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil per protestare contro il mancato confronto delle parti datoriali al rinnovo del contratto di lavoro atteso da 25mila addetti.

I sindacati fanno sapere che quella di Carrara è stata solo la prima di una serie di manifestazioni e scioperi con blocco degli straordinari e della flessibilità che si svolgeranno anche a livello territoriale. La mobilitazione infatti prevede il blocco totale nel distretto del porfido a Trento e ad Orosei (Sardegna) il 9 luglio, nel distretto della pietra ad Apricena (Foggia) il 12 luglio, a Milano il 15 luglio e nel distretto del marmo di Verona il 22 luglio.

I sindacati accusano le controparti di non volersi confrontare sulla piattaforma votata dai lavoratori, di perdere tempo ed offrire condizioni irricevibili, come quella di “chiudere l’esperienza bilaterale del Cpnl, che andrebbe invece rafforzata anche a livello territoriale”, e di aumentare il ricorso ai “contratti a tempo determinato e a quelli in somministrazione, con l’introduzione di causali troppo ampie, e la richiesta di portare fino al 30% il limite percentuale dei contratti precari per azienda, in deroga alla normativa nazionale”.

Chiusura delle parti datoriali Marmomacchine e Anepla anche sulla proposta del sindacato di lavorare per un contratto unico dei materiali da costruzione e distanze lontanissime su forma e quantità dell’aumento salariale: “Le controparti offrono 53 euro nel triennio, con verifiche ex post - affermano i segretari nazionali Feneal Filca Fillea, Pascucci, Federico, Fiorucci - vuol dire riservare agli addetti una crescita retributiva incerta e scarsa. I sindacalisti giudicano inoltre insufficienti le risorse su salario differito, sanità integrativa (Fondo Altea) e Previdenza complementare (Fondo Arco)” e troppo scarsa “la somma destinata all’Egr (elemento di garanzia retributiva), pari a 15 euro all’anno, che non aiuterebbe la diffusione della contrattazione di secondo livello, che è invece fondamentale per declinare a livello territoriale temi come l’organizzazione del lavoro, le risorse e la produttività.

( 5 luglio 2019 )

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