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Economia

Nuovo assetto per Saipem

di Sara Martano

Novità in casa Saipem. L’Eni cede il 12,5% del suo capitale in Saipem al Fondo Strategico Italiano. Il nuovo assetto azionario del capitale Saipem, definito nella riunione del Cda, determina così una fase importante della storia dell’azienda e del gruppo Eni. La cessione delle azioni avverrà prima dell’avvio dell’aumento di capitale, dopo una serie di condizioni tra cui l’ottenimento, da parte di Consob, di un provvedimento che assicuri che l’operazione non comporti un obbligo di offerta Opa su Saipem. L’Eni prevede di incassare dalla cessione 400 milioni di euro mentre l’impegno massimo del Fondo Strategico ammonta a quota 929 milioni. Il cda di Saipem ha deliberato un aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro, nell’ambito del nuovo piano strategico della società. Il completamento dell’operazione è previsto entro i primi sei mesi del 2016. Eni e Fsi garantiranno la sottoscrizione delle loro quote, mentre la restante parte sarà garantita da un consorzio di banche. “Il ruolo svolto dalla Saipem negli anni ha permesso di esportare nel mondo professionalità ed eccellenze del nostro Paese nel settore delle costruzioni e drilling e dell’ingegneria on-shore e off-shore - si legge in un comunicato della Femca Cisl -. Saipem con una presenza radicata in tutti i continenti ha garantito un’immagine strutturata e competente dell’Italia”. Per questo la federazione della Cisl ritiene positivo l’ingresso al 12,5% del Fondo Strategico Italiano (ossia la Cassa depositi e prestiti) nel capitale Saipem, mentre il gruppo Eni scenderà al 31%.

“La presenza della mano pubblica - continua ancora la Femca - permetterà la continuità di questa azienda nel patrimonio e nella prospettiva del Sistema Paese e a garanzia di questo obiettivo la Femca, condividendone le strategie con Filctem e Uiltec, baserà la sua iniziativa nei confronti dell’azienda del gruppo ENI e del Governo”. Certo è che, per il sindacato, il programmato abbattimento del debito, i conseguenti processi riorganizzativi e le preannunciate cessioni di assets aziendali dovranno salvaguardare le professionalità e i livelli occupazionali aziendali nel nostro Paese. “Nei prossimi giorni - aggiunge Angelo Colombini, segretario generale Femca - riprenderemo il confronto con Saipem ed il gruppo Eni affinché venga confermato il sistema di relazioni sindacali con il massimo coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori a tutti i livelli per favorire un processo di riassetto finalizzato alla ripresa dell’azienda nei mercati di competenza”. All’Eni, il sindacato chiede di riprendere gli investimenti in Italia per garantire un profilo industriale di qualità e di innovazione tecnologica.

( 29 ottobre 2015 )

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