Lunedì 27 aprile 2026, ore 4:26

Economia 

Ocse: le tensioni geopolitiche pesano su pil e prezzi 

Gli attacchi sulle navi nel Mar Rosso hanno fatto salire fortemente i costi di trasporto marittimo e allungato i tempi di consegna, danneggiando le scadenze di produzione e aumentato le pressioni sui prezzi. Lo afferma l'Ocse nell'aggiornamento di interim del suo Economic Outlook. Più in generale le elevate tensioni geopolitiche rappresentano un rischio rilevante sul breve termine, sia per l'attività economica sia per l'inflazione. La crescita economica globale si è dimostrata resiliente lo scorso anno, con l'inflazione che ha rallentato più rapidamente del previsto. In questo scenario l’Ocse ha ritoccato al rialzo le previsioni di crescita economica globale di quest'anno al 2,9% mentre ha confermato l'attesa sul 2025 al 3%. Per l'eurozona l'Ocse ha tagliato di 0,3 punti la stima di crescita di quest'anno, al più 0,6%, e di 0,2 punti percentuali quella sul prossimo all'1,3%. Per quanto riguarda l’Italia l’Ocse conferma nuovamente le previsioni di crescita economica: sul Pil è attesa una espansione dello 0,7% quest'anno e una accelerazione al più 1,2% nel 2025. L'Ocse ha rivisto al ribasso le previsioni di inflazione sull'Italia: dopo il 5,9% della media 2023 ora per quest'anno si attende che il carovita mostri un netto rallentamento all'1,8%, mentre nel 2025 dovrebbe segnare una leggera risalita al 2,2%.
Nei giorni scorso anche l’Ufficio parlamentare di bilancio aveva sottolineato come ”le prospettive dell'economia italiana sono esposte a molteplici rischi, complessivamente sfavorevoli e prevalentemente dovute a fattori internazionali che potrebbero frenare il commercio globale”. L’Upb in particolare peggiora la stima Pil (+0,8% nel 2024, + 1,1% nel 2025). Quanto all’inflazione gli attacchi nel Mar Rosso potrebbero avere ripercussioni sui prezzi al consumo in Italia per un paio di decimi di punto su un orizzonte di due anni.
Da parte sua la Cgia di Mestre osserva che a causa del boom dell'inflazione registrato tra il 2021-2023, pari al 14,2%, la famiglia media italiana ha speso in questi ultimi due anni 4.039 euro in più. I rincari più importanti hanno interessato i biglietti aerei, le bollette di luce e gas e i prodotti alimentari (zucchero, riso, olio di oliva, latte a lunga conservazione, burro, etc.). Una stangata che, ovviamente, ha penalizzato soprattutto le famiglie più fragili economicamente. Il peggio, fortunatamente, sembra essere alle nostre spalle. Nel 2024, infatti, l'inflazione dovrebbe rallentare e registrare una crescita media inferiore al 2%.
Giampiero Guadagni

( 5 febbraio 2024 )

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