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Crisi argentina, crescono la rabbia e la povertà

epa06985628 Thousands participate in a university march in Buenos Aires, Argentina, 30 August 2018. Teachers and students from public universities throughout Argentina march today in Buenos Aires in a massive demonstration to protest the lack of agreement with the Government to update teacher salaries and against cuts in the education budget.  EPA/David Fernandez

Travolta dalla crisi, con il peso in caduta libera, l’Argentina fa i conti con l’incremento del tasso della povertà, salito dal 25,7% al 27,3% nei primi 6 mesi dell'anno. "Non è una notizia facile da digerire", ha riconosciuto il presidente Mauricio Macri, annunciando che per il Paese "arrivano mesi difficili". "E' un numero che ci aspettavamo, che riflette le turbolenze economiche degli ultimi mesi" ha spiegato il Capo dello Stato in una conferenza stampa alla Casa Rosada.

Senza annunciare nuove misure per ridurre la povertà, Carolina Stanley, Ministro dello Sviluppo Sociale, intanto, ha confermato che alcuni assegni sociali saranno aumentati per permettere alle famiglie più vulnerabili a far fronte alla crisi. Il reddito di cittadinanza per i bambini, misura simbolica dell'ex presidente Cristina Kirchner (2007-2015) che permette alle famiglie più povere di ricevere un'assistenza mensile per ogni bambino sarà rafforzata entro la fine dell'anno. Il governo continuerà inoltre a sostenere un programma di massimizzazione dei prezzi di alcune materie prime, in particolare il cibo, per evitare che aumentino troppo.

La svalutazione del peso nel mercato dei cambi negli ultimi mesi ha fatto impennare i prezzi: il tasso di inflazione, già alta negli ultimi anni, dovrebbe superare il 40% nel 2018. In un contesto di recessione (il governo si aspetta un calo del 2,4% del Pil quest'anno), gli argentini hanno visto il loro potere d'acquisto deteriorarsi negli ultimi mesi.

In questo quadro, il governo Macri ha ottenuto un altro aiuto dall’Fmi: altri 7 miliardi di dollari sul suo prestito, già considerevole, di 50 miliardi di dollari concessi a giugno. Un importo che sarà erogato in anticipo e che dovrebbe consentire all'Argentina di rispettare le scadenze per il rimborso del debito l'anno prossimo e consolidare il suo piano economico.

Il presidente ha voluto concludere il suo messaggio con una nota di ottimismo: "Insieme, una volta passata questa tempesta, troveremo il percorso di crescita”. La rabbia sociale, però, nel paese sta aumentando ed è già sfociata in quattro scioperi generali.

Articolo completo di Ester Crea domani su Conquiste Tabloid

( 28 settembre 2018 )

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