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Gentiloni: riforma del Patto di stabilità e nuovo Recovery  

"Decideremo sulla sospensione delle regole sui conti pubblici Ue prima della pausa estiva in base all'evoluzione della situazione, mentre la discussione sulla riforma del Patto di stabilità impiegherà ancora qualche mese per concludersi. Di certo, bisogna rivedere queste regole". E questa la linea del commissario europeo per l'Economia, Paolo Gentiloni, rispondendo ad alcune domande durante una conferenza sulla ripresa economica in Europa a Bucarest. "Le basi sono chiare: dobbiamo avere un percorso più graduale e realistico di riduzione del debito, regole più semplici e applicabili, e occorre facilitare gli investimenti, soprattutto nelle aree strategiche", ha evidenziato Gentiloni, indicando che servirà ancora tempo per creare il consenso necessario tra gli Stati membri ma dicendosi "ottimista" sull'esito finale. D’altronde la guerra in Ucraina ha rimescolato tutte le carte.

Per la crescita, per gli investimenti e anche per il futuro dell'economia Ue. Nel quale, a sentire la società civile, il Recovery fund messo a punto per la pandemia dovrebbe diventare uno strumento permanente o, quanto meno, cui ispirarsi per spingere crescita, investimenti e riforme in patria. E il Patto di stabilità è da rinnovare con un modello più realistico di governance, fatto di percorsi di rientro del debito eccessivo graduali e su misura per ogni Paese. Il risultato della consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea sulle regole di bilancio solca la via tracciata negli ultimi mesi dagli stessi responsabili dell'economia Ue, Paolo Gentiloni e Valdis Dombrovskis: la politica fiscale dovrebbe diventare più favorevole alla crescita e sostenere le priorità politiche della doppia transizione verde e digitale, senza vincoli troppo soffocanti.

Tutte condizioni che richiedono una svolta nell'architettura delle regole comuni, ancora allo studio di Bruxelles. Con l'incertezza della guerra che azzoppa le catene di valore e l'inflazione oramai fuori controllo, nell'immediato tutte le forze sono concentrare sul "mantenere la ripresa sul cammino già indirizzato grazie ai piani di crescita e resilienza nazionali", è tornato a esortare Gentiloni. Tanto che il Next Generation Eu può servire di ispirazione anche per il futuro. E su ben due fronti: uno, legato alla guerra, per emettere nuovo debito comune per finanziare le spese per l'energia e la difesa; l'altro per rendere il Recovery "un elemento permanente tra gli strumenti di coordinamento economico dell'Ue". In entrambi i casi, servirà tempo prima che l'ipotesi possa maturare in seno ai governi ed essere digerita dai più rigoristi, Olanda in testa.

Ma nel frattempo a sostenere il Recovery permanente sono in particolare i think tank, il mondo accademico e il mondo imprenditoriale, con circa i due quinti dei partecipanti alla consultazione pubblica che sottolineano gli "incentivi positivi per gli Stati membri per attuare investimenti e riforme a sostegno della crescita" creati dal Next Generation Eu. Una crescita che andrà sostenuta in uno scenario completamente trasformato dal Covid e dalla guerra, con livelli di debito molto più alti di prima. Il punto è tutto nel trovare l'equilibrio giusto: per gran parte di addetti ai lavori e sindacati il punto di caduta è un nuovo Patto di stabilità con valori di riferimento per il deficit e il debito pubblico "specifici per Paese" e "percorsi" di rientro del debito "graduali e coerenti", con un occhio di riguardo per la qualità della spesa.

Rodolfo Ricci

( 29 marzo 2022 )

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