Sabato 28 maggio 2022, ore 19:09

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Caro-prezzi 

L’inflazione Usa supera il 6%: l’aumento più alto dal 1990 

A forza di dirlo a volte le cose si concretizzano davvero. E l’economia in questo momento storico è tutt’altro che una scienza esatta., Esempio. L'inflazione galoppa e aumentano i timori per la ripresa economica globale. La corsa dei prezzi non risparmia nessuno: in Germania sono saliti a ottobre del 4,5% mentre negli Stati Uniti sono balzati del 6,2%, in quello che è l'aumento maggiore dal 1990. E il presidente joe Biden che teme per la sua politica economica, afferma che è necessario invertire il trend.
La volata agita le banche centrali dando slancio ai falchi e facendo vacillare il loro impegno a una politica monetaria accomodante a fronte di una fiammata dei prezzi che sembra sempre meno transitoria. Secondo il consiglio tedesco degli esperti economici - comitato di accademici istituito per legge nel 1963 allo scopo di offrire un punto di vista imparziale al governo tedesco - la Bce dovrebbe invertire rotta e mettere fine alla sua politica ultraespansiva varata per combattere la crisi del Covid visto che la stabilità dei prezzi è il modo migliore per contribuire a una crescita economica sostenibile. Christine Lagarde al momento sembra intenzionata a tirare dritto sulla sua strada e non cedere alle pressioni dei falchi o del mercato, convinta che il balzo dei prezzi è temporaneo. Una tesi che, comunque, alla luce dai dati sembra scricchiolare mettendo in evidenza aumenti generalizzati in grado, nel medio termine, di erodere il potere di acquisto con conseguenze della ripresa.
Più complicata la partita negli States. La volata dei prezzi rischia di far deragliare l'agenda economica del presidente Joe Biden, non disegnata per contrastare l'inflazione almeno nel breve termine. "Invertire il trend dell'inflazione è la priorità", ha detto il presidente americano ammettendo che la fiammata inizia a farsi sentire sui portafogli degli americani in vista delle festività di Natale con il caro carrello della spessa e soprattutto con il caro energia, che ha fatto schizzare i prezzi della benzina del 6,1% rispetto a settembre e del 50% dall'inizio dell'anno. "Ho diretto il National Economic Council a perseguire strade per ridurre i prezzi dell'energia", ha spiegato Biden, ai quali i democratici chiedono di considerare il divieto delle esportazioni di petrolio e il rilascio delle riserve strategiche così da calmierare i prezzi a fronte del rifiuto dell'Opec di aumentare la produzione. Il pressing recente della Casa Bianca sul cartello dei paesi produttori ha sollevato non poche polemiche visto l'impegno pubblico di Biden a combattere quel cambiamento climatico di cui il greggio è uno dei principali responsabili.
Ad ammettere che l'inflazione va tenuta sotto controllo è il segretario al Tesoro Janet Yellen, sicura che la Fed non consentirà il ripetersi della 'Grande Inflazione' degli anni 1970. I mercati guardano con cautela ai dati economici, con le piazze finanziarie europee in rialzo e Wall Street in calo preoccupata dall'effetto della volta dei prezzi sulla ripresa e sulla tabella di marcia della Fed.
L'attesa è ormai per un'accelerazione del processo di riduzione degli acquisti di asset e per rialzi dei tassi prima del previsto. Il tutto condito con l'incertezza sul futuro della banca centrale, per la cui presidenza sono in corsa Powell e la governatrice Lael Brainard. Un toto nomine che innervosisce i mercati, convinti che Biden sia responsabile di questa incertezza perché 'distratto’ dalla battaglia politica interna al suo partito. Tra l’altro, la corsa per la presidenza della Fed entra nel vivo e Jerome Powell trema. La governatrice della banca centrale Lael Brainard ha avuto un colloquio alla Casa Bianca per l'ambito posto di presidente, sul quale Joe Biden è chiamato a decidere a stretto giro. Per l'amminsitrazione si tratta di una scelta cruciale, sulla quale sono puntati gli occhi del mondo. Per ora Biden non si è sbilanciato e si è limitato ad assicurare che pronuncerà a breve, considerato anche che il mandato di Powell scade nel febbraio 2022. La conferma dell'attuale presidente della Fed era apparsa scontata solo fino a poche settimane fa. Poi lo scandalo delle scommesse dei presidenti delle Fed di Boston e Dallas, rispettivamente Eric Rosenberg e Robert Kaplan, ha gettato un'ombra sulla banca centrale esponendola a forti critiche, in primis contro Powell. L'incidente ha ridato slancio ai democratici progressisti che chiedono un cambio di passo alla Fed e la nomina alla guida di una minoranza o comunque di qualcuno attento al clima. 

Rodolfo Ricci

( 12 novembre 2021 )

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