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Ex Ilva

Arcelor Mittal. Accolto il ricorso, prorogato l’uso dell’Ato2

di Sara Martano

La proroga di utilizzo dell’altoforno 2 della ex Ilva di Taranto è per il sindacato una buona notizia. “Ora però vanno completati subito i lavori per la sicurezza dell’impianto”afferma su twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan che continua: “Arcelor Mittal rispetti gli accordi per rilanciare lo stabilimento, tutelare l’occupazione, risanare l’ambiente. Occorre senso di responsabilità”.

Scongiurato quindi lo spegnimento dell’Altoforno 2 dell’ex Ilva. Il Tribunale del Riesame di Taranto ha, infatti, accolto il ricorso presentato dai commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria, annullando la decisione del giudice Francesco Maccagnano di respingere l’istanza di proroga dell’uso dell’impianto. Il collegio di giudici ha accolto l’appello proposto il 17 dicembre nell’interesse dell’Ilva in As concedendo all’amministrazione straordinaria la facoltà d’uso dell’Altoforno 2 subordinata all’adempimento delle residue prescrizioni. In particolare assegnando, a decorrere dalla data di deposito dell’ordinanza, 6 settimane per l’adozione dei cosiddetti dispositivi attivi; a decorrere dal 19 novembre 2019, 9 mesi per l’attivazione del caricatore automatico della massa a tappare; 10 mesi per l’attivazione del campionatore automatico della ghisa; 14 mesi per l’attivazione del caricatore delle aste della Maf (macchina a forare).

Intanto Fim, Fiom e Uilm di Taranto hanno inviato una lettera al premier Conte e ai ministri del Lavoro e dello Sviluppo Economico chiedendo, in merito all’ integrazione salariale lavoratori Ilva in As, un “intervento immediato da parte del Governo per fare chiarezza e, soprattutto, dare risposte ad impegni già assunti all’interno del Milleproroghe. Lo stesso provvedimento è stato firmato nella sera del 30 dicembre dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella”. Il finanziamento non è però garantito per mancanza di coperture. Un gruppo di lavoratori dell’Ilva in As oggi ha bloccato per protesta i cancelli del varco della raffineria Eni riservato al passaggio delle autocisterne.

Fim, Fiom e Uilm ricordano di aver sottoscritto il 27 febbraio 2017 e successivamente il 6 settembre 2018 “un accordo, in sede ministeriale, che prevede una cassa integrazione straordinaria per i lavoratori di Ilva in As con la garanzia dell’integrazione per tutta la durata del periodo di commissariamento”.

I sindacati ritengono fondamentale ripristinare nell’immediato la cassa integrazione per le aree di crisi complessa a tutela dei lavoratori del territorio. Per questo, nel sollecitare il Governo ad un intervento tempestivo, per il ripristino di quanto già contenuto all’interno del provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e già preso in carico dall’esecutivo, ribadiscono che gli impegni già assunti devono essere rispettati.

( 7 gennaio 2020 )

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