Lunedì 13 luglio 2020, ore 2:34

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Occhialeria

Safilo annuncia 700 esuberi ed è sciopero nazionale

di Sara Martano

Sciopero generale venerdì per i lavoratori del gruppo Safilo. A deciderlo i sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e le Rsu dopo l’annuncio da parte della nota azienda dell’occhialeria di voler tagliare 700 posti di lavoro e chiudere lo stabilimento di Martignacco, in provincia di Udine.

I sindacati hanno anche dichiarato lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti del Gruppo con il blocco immediato degli straordinari e di qualsiasi altra flessibilità oraria.

Aperta una campagna di assemblee in tutti i posti di lavoro del Gruppo, dove saranno decise ulteriori iniziative da mettere in campo volte a tutelare tutti i lavoratori occupati in Safilo.

Nel dettaglio gli esuberi sono così suddividi: 400 circa nel sito di Longarone (Belluno), 50 nella sede di Padova e 250 a Martignacco. Le intenzioni dell’azienda sono emerse durante l’incontro del coordinamento dei lavoratori Safilo con la direzione e la presenza dell’amministrazione delegato Angelo Trocchia.

“L’azienda - si legge nella nota firmata da Rsu e sindacati - a fronte di iniziative tese a recuperare attività nei siti produttivi italiani, ha comunicato una perduta di volumi pari al 50%. Poiché nel mercato non esistono licenze che possano sostituire la produzione dei marchi che stanno uscendo, ci ha presentato un piano industriale che prevedrebbe una pesantissima riduzione di personale e la chiusura del sito produttivo di Martignacco”.

“Dichiarare un esubero di 700 dipendenti sui 2.600 totali vuol dire correre il rischio di destabilizzare una realtà importante come Safilo - afferma Raffaele Salvatoni, segretario nazionale Femca Cisl -. Il vero problema di questa decisione è la gestione degli esuberi. Se nel territorio bellunese si può gestire in maniera più facile, vista la presenza di altre aziende del comparto, in Friuli la situazione appare più complicata. Parliamo di dipendenti con una formazione molto alta, che ha dato lustro ad un settore che è una delle eccellenze del nostro Paese. In questo momento l’obiettivo principale è non disperdere queste professionalità, fare in modo che tutti i soggetti interessati compiano il massimo sforzo per supportare questi lavoratori dal punto di vista della formazione e della ricollocazione”.

Pur prendendo atto di una importante situazione di difficoltà che mette a rischio la sopravvivenza della Safilo, i sindacati ribadiscono “che non è possibile che siano sempre i lavoratori a pagare il conto di scelte e strategie inadeguate” pertanto “abbiamo richiesto di bloccare qualsiasi procedura per dare inizio a un confronto sulla situazione generale del Gruppo e individuare strumenti e azioni che tutelino i lavoratori dichiarati in esubero, coinvolgendo tutte le istituzioni e i ministeri competenti”.

( 11 dicembre 2019 )

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