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Il caso

Whirlpool, alta tensione a Napoli

Resta alta la tensione a Napoli dopo l’annuncio della chiusura, previsto il 1 novembre, dello stabilimento Whirlpool. I lavoratori restano in sciopero e anche le altre fabbriche del gruppo sono in fermento. Per domani è previsto un nuovo corteo, direzione la Regione Campania. Intanto Cgil Cisl e Uil vanno verso lo sciopero generale delle categorie produttive, che dovrebbe essere deciso lunedì prossimo quando si terrà la riunione degli esecutivi unitari. Anche oggi i lavoratori si sono raccolti in capannelli fuori dallo stabilimento di via Argine, presidiato da decine di uomini delle forze dell’ordine.

I sindacati continuano a premere sul governo affinché spinga Whirlpool a tornare sui suoi passi. ”Il lavoro delle persone viene prima del profitto - attacca proprio da Napoli, dove ha partecipato all’evento ”La partita del futuro”, la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan - La lotta dei lavoratori di Whirlpool deve diventare una bandiera per tutti noi: insopportabile e indegno quello che sta accadendo”. Per la leader della Cisl ”va immediatamente riattivato il tavolo di confronto”. ”Dobbiamo trovare una via d’uscita per questa vertenza - aggiunge Frulan - con richiami forti alle responsabilità dell’impresa, della proprietà, ma anche del territorio nel suo complesso. Non possiamo perdere anche Whirlpool a Napoli. È un richiamo severo e importante alle istituzioni e agli imprenditori italiani”.

Come aveva fatto ieriì, torna a far sentire la sua voce Confindustria con il presidente Vincenzo Boccia: ”Il Sud è in recessione. Per Whirlpool - dice - speriamo emerga il buonsenso dall'una e dall'altra parte per salvaguardare l'impresa e il futuro dei suoi lavoratori”.

( 16 ottobre 2019 )

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