Domenica 1 febbraio 2026, ore 9:16

Report Istat 

Nel 2025 retribuzioni contrattuali a +3,1%, in recupero sull’ inflazione  

Il dato non lascia spazio ad equivoci. Nel 2025, le retribuzioni contrattuali fanno registrare, per l'insieme dei settori economici, una crescita del 3,1% (stesso aumento del 2024); per il secondo anno consecutivo, si realizza un parziale recupero rispetto all'inflazione (Ipca) registrata dopo la pandemia. Nel 2025 l'Icpa ha segnato un +1,7%. Nel rilevarlo l'Istat specifica che nel settore privato la crescita, pari al 3,2%, è trainata dal settore agricolo (+5,0%), da quello industriale (+3,4%) e in misura minore dai servizi privati (+3,0%). Per la pubblica amministrazione l'incremento si ferma al +2,7%. Alla fine di dicembre 2025, per l'insieme dei settori economici, sono 48 i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica e riguardano circa 7,6 milioni di lavoratori che corrispondono al 57,8% del totale dei dipendenti. A dicembre 2025, l'indice mensile delle retribuzioni contrattuali orarie registra un aumento dello 0,2% rispetto a novembre 2025 e del 2,9% rispetto a dicembre 2024.

Nel dettaglio, gli aumenti tendenziali più elevati riguardano i ministeri (+7,2%), le forze armate (6,9%) e i vigili del fuoco (6,8%); nessun incremento per farmacie private e telecomunicazioni. La percentuale del 57,8% del totale dei dipendenti che ha il contratto rinnovato è la sintesi di una quota pari al 73,8% nel settore privato (100,0% nel settore agricolo, 47,2% nell'industria e 94,3% nei servizi privati) e a zero nella pubblica amministrazione in quanto tutti i contratti sono scaduti. In questo ultimo settore la crescita del 2,7% registrata per le retribuzioni è legata ai rinnovi contrattuali relativi al triennio 2022-2024 Nel corso del quarto trimestre 2025 sono stati recepiti 9 contratti e nessun contratto è scaduto. A fine dicembre 2025, i contratti in attesa di rinnovo sono 27 e coinvolgono circa 5,5 milioni di dipendenti, di cui 2,7 milioni nel settore privato (12 contratti) e 2,8 nella pubblica amministrazione (15 contratti). Il tempo medio di attesa di rinnovo, per i lavoratori con contratto scaduto, è diminuito dai 19,7 mesi di gennaio 2025 ai 18,9 mesi di dicembre 2025.

Sulla base delle disposizioni definite dai contratti in vigore alla fine di dicembre 2025, sottolinea l'Istat, l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie per l'intera economia registrerebbe un incremento del 2,4% nella media del semestre gennaio-giugno 2026 e dell'1,9% nella media dell'intero anno 2026. Altro capitolo. Sempre a dicembre 2025 si stima, per l'interscambio commerciale con i paesi extra Ue 27, un aumento congiunturale per entrambi i flussi, più ampio per le importazioni (+4,3%) rispetto alle esportazioni (+1,5%). L'export cresce su base annua del 4,6% (era -2,8% a novembre) mentre l'import registra una flessione tendenziale dell'1,2%, cui contribuiscono soprattutto le minori importazioni di energia (-32,0%) e beni strumentali (-10,3%), che più che compensano l'aumento degli acquisti di beni di consumo non durevoli (+26,7%) e beni intermedi (+23,7%). L'avanzo commerciale con i paesi extra Ue27 è pari a +8.385 milioni di euro (+6.923 milioni nello stesso mese del 2024). Il deficit energetico si riduce da -5.080 milioni di dicembre 2024 a -3.513 milioni di dicembre 2025.

L'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici si attesta a +11.899 milioni da +12.003 milioni dell'anno prima.Infine, l’istituto di statistica segnala che a novembre 2025 si stima che il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, diminuisca in termini congiunturali dello 0,1% in valore e dell'1,1% in volume. Per il settore dei servizi si stima una diminuzione congiunturale dello 0,6% in valore e dello 0,5% in volume.

Rodolfo Ricci

( 29 gennaio 2026 )

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