Martedì 10 marzo 2026, ore 3:13

America 

Prezzi Usa giù meno delle attese: slitta il taglio dei tassi della Fed 

La galoppata dell'inflazione americana rallenta meno del previsto, gettando un'ombra sulle prossime mosse della Fed. I prezzi al consumo in gennaio sono saliti del 3,1%, meno del +3,4% segnato in dicembre ma più delle attese degli analisti. Il dato gela Wall Street - dove i listini calano di oltre l'1% - e complica potenzialmente ancora di più la corsa alla Casa Bianca di Joe Biden. Dimostrandosi particolarmente ostinata, l'inflazione non è calata neanche in gennaio sotto la soglia del 3% pur rallentando rispetto al mese precedente.

Una frenata modesta che azzera ogni speranza di un taglio dei tassi in marzo e riduce sotto il 30% le chance di una riduzione del costo del denaro in maggio. L'ipotesi più accreditata è ormai quella della seconda metà dell'anno, giugno o forse ancora di più luglio. I progressi nel calo dei prezzi si stanno rivelando più lenti delle attese della Fed e degli analisti, e sembrano confermare la necessità di quell'approccio cauto di cui Jerome Powell parla da mesi di fronte a un processo di calo lungo e accidentato.

Nell'ultima riunione il presidente della Fed ha segnalato che la banca centrale non toccherà i tassi fino a quando non ci saranno più progressi evidenti di una discesa dell'inflazione verso il target del 2%, indicando che i recenti passi in avanti potrebbero aver contribuito a sopravvalutare il processo di contenimento delle pressioni sui prezzi. Il calo meno forte del previsto è legato soprattutto alla voce servizi, con le cure mediche, le assicurazioni per le auto e i prezzi dei biglietti aerei che hanno registrato aumenti significativi. In rialzo anche i costi dei prodotti alimentari, con le uova salite del 3,4% a causa dell'influenza aviaria.

I prezzi dell'energia sono invece calati dell'1% rispetto a dicembre e del 4,6% sullo stesso periodo dell'anno precedente. Per il presidente americano, joe Biden, l'inflazione più alta della attese rappresenta una grana per la sua già difficile campagna elettorale. "Continuerò a battermi per far scendere i costi per la classe media. E continuerò a oppormi agli sforzi dei repubblicani in Congresso che vogliono tagliare le tasse per i ricchi e le aziende, e aumentare i costi per le famiglie", ha assicurato il presidente notando comunque come i dati rivelano la crescita dei salari più sostenuta da 50 anni. Biden non è riuscito finora a convincere gli americani della bontà delle sue politiche economiche nonostante i risultati ottenuti.

L'ultimo sondaggio del Financial Times indica che gli elettori ritengono Donald Trump più affidabile nella guida dell'economia. E il dato sull'inflazioen rischia di rafforzare questa convinzione. Dall’altra parte dell’Atlantico, nel quarto trimestre del 2023 il Pil è rimasto stabile (0%) nell'Eurozona, registrando una crescita zero rispetto al trimestre precedente, quando era diminuito dello 0,1%. Lo rende noto Eurostat, confermando la stagnazione annunciata nella prima stima flash diffusa il 30 gennaio.

Rodolfo Ricci

( 14 febbraio 2024 )

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