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Whirlpool, sindacati all’attacco: basta con il balletto sulla fabbrica di Napoli

Bisogna "riprendere presto la trattativa sulla Whirlpool e trovare una soluzione industriale definitiva e concertata tra tutti i soggetti. Ma no alle posizioni pregiudiziali dell'azienda. Napoli e la Campania non possono perdere quella produzione e quel sito industriale". A prendere posizione è la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan, che su Twitter reagisce alla presa di posizione del’azienda ul decreto Imprese, bocciato dalla multinazionale perché a suo giudizio inadeguato garantire la competitività della fabbrica di Napoli, al centro dal giugno scorso di un braccio di ferro con sindacati e governo.

Nonostante le riunioni che si sono susseguite ed il ventaglio di proposte avanzate durante le trattative al ministero dello Sviluppo Economico, l’obiettivo di Whirlpool resta sempre lo stesso: non la chiusura del sito, come si era paventato inizialmente, ma la sua riconversione. Una posizione ribadita anche nella nota con la quale il gruppo ha silurato gli incentivi messi a punto dai tecnici del Mise sulla spinta di Luigi Di Maio. Per il ministro uscente i 17 milioni stanziati per la decontribuzione dei contatti di solidarietà avrebbero dovuto convincere Whirlpool a restare a Napoli e a riorientare la missione produttiva della fabbrica sulle lavatrici di alta gamma. Ma Whirlpool, è evidente, ha altri piani.

I sindacati dei metalmeccanici hanno ovviamente reagito con durezza alla chiusura dell’azienda. Anche le ultime dichiarazioni di Whirlpool, sottolinea la segretaria nazionale della Fim Alessandra Damiani, confermano "ciò che da mesi denunciamo al tavolo della trattativa", e cioè che l'azienda si muove su "un doppio binario". Si tratta di "un balletto indecoroso", protesta la sindacalista. Da un lato, osserva Damiani, si intavola un negoziato su "le varie opzioni per evitare che lo stabilimento di Napoli perda la produzione di lavatrici", dall’altro Whirlpool fa passare sui media il messaggio che l’unica cosa che gli interessa è la riconversione industriale del sito campano: questo è inaccettabile".

Per la Fim la strada giusta resta quella di un’intesa che garantisca a Napoli la continuità produttiva. "Whirlpool ha già messo in discussione la sua credibilità con la mancata attuazione di un piano sottoscritto ad ottobre del 2018 - polemizza Damiani - eviti di continuare nella politica del pensiero bipolare. I lavoratori hanno bisogno di risposte, di soluzioni e di onestà da parte di tutti i soggetti coinvolti".

( 3 settembre 2019 )

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