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Energia e petrolio: raggiunto il rinnovo. 97 euro di aumento per circa 37 mila lavoratori

Confindustria-Energia e i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil hanno raggiunto un accordo per il rinnovo del contratto dell’energia e del petrolio. L’intesa valida dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 interessa più di 37mila lavoratori, dipendenti da 34 imprese, tra cui il Gruppo Eni, Snam Rete Gas, Saipem, Shell, Esso, Api. L’accordo prevede un aumento medio complessivo (minimi, produttività, welfare) di 97 euro. L’aumento medio sui minimi di 70 euro è distribuito in due tranche: 1 febbraio 2017, 35 euro; 1 maggio 2018, 35 euro. Elemento di novità contrattuale - si legge in una nota - è l’utilizzo di quote di produttività (10 euro per 14 mensilità riferiti al 2017, più altri 10 euro per 14 mensilità nel 2018). Al termine della vigenza contrattuale, a giugno 2019 si procederà ad una verifica sullo scostamento del tasso di inflazione: se il dato risulterà eguale o superiore a quanto posto alla firma del rinnovo (2,7%) si procederà alla trasformazione sui minimi dei 20 euro. Se invece sarà inferiore si procederà all’adeguamento sui minimi di una percentuale del valore dei 20 euro, mentre la quota restante sarà stabilizzata sul premio di produttività. Sul fronte del welfare contrattuale sono previsti inoltre incrementi sulla previdenza complementare Fondenergia (+0,1% dal 1 gennaio 2018, a carico delle aziende) e sulla sanità integrativa Fasie (4 euro dal 1 gennaio 2017).

"È una ottima notizia la firma del contratto del settore dell’energia e del petrolio. Complimenti alla Femca Cisl ed agli altri sindacati per aver individuato soluzioni contrattuali davvero innovative, dopo una lunga trattativa difficile che è durata oltre un anno". Lo dichiara la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan in una nota. "Viene tutelato bene il potere d’acquisto delle retribuzioni con aumenti complessivi a regime di 97 euro che saranno ex ante e con una importante quota sulla produttività e sulla sanità integrativa a favore delle lavoratrici e dei lavoratori di questo settore decisivo per il futuro produttivo ed energetico del paese. È un impianto che salvaguardia le tutele economiche e normative del contratto nazionale ma rafforza il secondo livello di contrattazione, tenendo conto dell’andamento del mercato complessivo e della produttività, propedeutico per la definizione di un futuro contratto unico per il settore energia. Insomma è un altro importante contratto innovativo che si aggiunge a quelli firmati in questi mesi dal sindacato che può essere un buon punto di riferimento per il confronto tra le confederazioni sindacali e le associazioni imprenditoriali per un nuovo modello di relazioni industriali moderne e partecipative".

( 26 gennaio 2017 )

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