Mercoledì 18 marzo 2026, ore 1:28

Francoforte 

Bce continua la lotta all’inflazione, Fed apre ad una pausa sui rialzi 

L'inflazione resta troppo alta. La Bce e la Fed non hanno dubbi sulla necessità di fermare la cavalcata dei prezzi e ribadiscono il loro impegno ad agire per riportali al target del 2%. Un obiettivo da raggiungere però con modalità diverse: se l'Eurotower appare intenzionata a proseguire con i rialzi, Jerome Powell sembra aprire a una pausa nella sua aggressiva campagna di stretta monetaria. I tassi in giugno potrebbero infatti restare invariati consentendo alla Fed di valutare i dati e l'outlook. Sulle parole di Powell, però, torna ad aleggiare lo spettro di un possibile default degli Stati Uniti l'1 giugno. Le trattative fra la i negoziatori repubblicani e la Casa Bianca sono in "pausa" dopo che l'ultimo incontro si è chiuso prima del previsto, con i conservatori che si sono alzati dal tavolo e hanno bollato la controparte come "irragionevole".

La Casa Bianca ammette le difficoltà e le forti differenze ma ribadisce il suo impegno a trovare una soluzione ragionevole e bipartisan che possa essere approvata dalla Camera e dal Senato. Un gruppo di deputati e senatori liberal ha chiesto a Biden di valutare il ricorso al 14mo emendamento, che gli consentirebbe di agire da solo e alzare il tetto del debito. Con l'incubo default che torna a prendere quota, Powell si mantiene cauto: sedendo accanto a Ben Bernanke in un incontro organizzato dalla Fed parla di sistema bancario solido e osserva come lo stress sul mercato creditizio potrebbe limitare ulteriormente i rialzi dei tassi. Poi ammette che la politica monetaria è restrittiva e che la Fed può "permettersi di guardare i dati e l'outlook", mostrandosi quindi colomba. Nelle sue parole infatti gli analisti leggono l'indicazione di una possibile pausa nel ciclo rialzista nonostante il "forte impegno" della Fed a far scendere l'inflazione visto che la stabilità dei prezzi è la base di un'economia forte ed è responsabilità della banca centrale mantenerla. Nella lotta al caro-vita Powell non è comunque solo.

Sull'altra sponda dell'Atlantico la Bce di Christine Lagarde è in prima linea per arginare la fiammata dei prezzi. "Le pressioni restano intense" e "vi sono ancora significativi rischi al rialzo per le prospettive di inflazione", afferma la Bce nel suo bollettino economico ribadendo che i tassi saranno a livelli sufficientemente restrittivi "finché necessario". Francoforte "può continuare a fare quello che è necessario per riportare l'inflazione al target del 2% in modo tempestivo. Questo implica - rincara la dose il membro del comitato esecutivo Isabel Schnabel - rialzi dei tassi a un livello sufficientemente restrittivo e il loro mantenimento a tali livello fino a quando sarà necessario". L'elevato costo del denaro si sta facendo però sentire sulla domanda di prestiti di famiglie e imprese.

Nel primo trimestre il calo della domanda di prestiti da parte delle imprese è stato il più marcato dalla crisi finanziaria mondiale, mentre la contrazione della domanda di prestiti da parte delle famiglie è stata la più elevata dall'avvio dell'indagine nel 2003, certifica l'Eurotower prevedendo comunque che la crescita economica nel secondo trimestre proseguirà, anche se moderata.

Rodolfo Ricci

( 22 maggio 2023 )

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