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Rischio Grexit, riflettori su Eurogruppo

Riflettori puntati sull'Eurogruppo che si riunirà stasera per cercare una via d'uscita alla crisi greca, dopo la vittoria dei no al referendum voluto dal governo Tsipras sul pacchetto di misure proposte dai creditori. Al momento nessuno si sente di escludere più nulla. Stamane parlando all'Europarlamento, il presidente della Commissione europea, ha detto di voler evitare la Grexit ad ogni costo. "Sono contrario,  cercherò di evitarlo fino alla fine", ha detto, aggiungendo che "c'è chi di nascosto punta sull'uscita della Grecia. In Europa non esistono risposte facili. La commissione Ue farà in modo che riprendano i negoziati". "E' tempo che torni il buon senso" ed è arrivato il momento di "tornare a negoziare" e di fermare "la sparatoria a bruciapelo", ha detto Juncker, sottolineando anche che è "inaccettabile per la Commissione essere chiamati terroristi" dal governo greco. La Borsa di Atene intanto resterà chiusa fino a giovedì.

In una dichiarazione congiunta dei segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo, alla vigilia del referendum avevano auspicato un’inversione di rotta delle politiche europee basate sulla austerità. “Le misure di austerità non solo non solo riuscite a far ripartire la crescita - sottolineano Camusso, Furlan e Barbagallo - ma hanno contribuito a creare una crisi occupazionale ma soprattutto sociale ed umanitaria, scaricando gli oneri di aggiustamento maggiori su famiglie, lavoratori e pensionati, facendo così precipitare tutti i principali indicatori sociali (con livelli di povertà prossimi al 40%, indebolimento della sanità pubblica, aumento delle problematiche legate alla nutrizione infantile ed altre preoccupanti implicazioni)”.

Per i sindacati italiani “la questione della crisi greca pone dunque in risalto la mancanza di un genuino spirito europeista e dei valori ad esso connessi, in primis solidarietà e cooperazione, nonché la necessaria attenzione alla dimensione sociale, capaci di riportare non solo la Grecia ma l’Europa intera su un percorso di crescita sostenibile”.

Da qui la richiesta rivolta agli altri Stati europei, “a partire dai paesi economicamente più forti” perché dimostrino “nei confronti della Grecia un atteggiamento meno inflessibile e improntato alla cooperazione, alla considerazione della gravità della situazione economica, al consolidamento dell'area dell'euro”.

L’auspicio, ovviamente, è che sia possibile “trovare una via di uscita alla crisi in linea con lo spirito dell’integrazione europea basata su solidarietà, interdipendenza e rispetto delle decisioni democratiche”.

(Approfondimento domani su Conquiste Tabloid a cura di Pierpaolo Arzilla)

( 7 luglio 2015 )

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