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ArcelorMittal, ancora uno sciopero nell’indotto

di Sara Martano

Nuovi ritardi nel pagamento delle fatture da parte di ArcelorMittal. Così oggi una delegazione di circa 30-40 imprenditori dell’indotto-appalto siderurgico di Taranto ha protestato con un sit- in davanti lo stabilimento. Gli imprenditori rivendicano lo sblocco dei pagamenti delle fatture scadute relative a lavori e forniture con crediti maturati tra i 30 e i 40 milioni di euro. Secondo Confindustria Taranto i pagamenti si sarebbero di nuovo interrotti dopo quelli effettuati a novembre (sbloccati sempre in seguito ad una protesta con sit in davanti alla portineria C, durata oltre dieci giorni ndr).

“Le imprese hanno bisogno di certezze e hanno bisogno soprattutto di comunicare all’esterno la loro situazione attuale che è critica” afferma il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro.

Intanto la stretta finale sulla trattativa per l’ex Ilva ancora non si vede. ArcelorMittal da un lato e dall’altro l’amministrazione straordinaria di Ilva e negoziatore incaricato dal Governo (Francesco Caio, presidente Saipem) restano distanti su molti punti. Il preaccordo raggiunto il 20 dicembre al Tribunale di Milano e servito a spostare l’udienza al 7 febbraio, si fatica a riempirlo di contenuti. Si è comunque al lavoro per produrre un nuovo documento nel quale attestare la continuità del negoziato.

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( 30 gennaio 2020 )

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